Bach Sebastian Johann

1685 - 1750

Bach Sebastian Johann
Nazione: Germania
Settore: Musica

ID: 967

Quotazioni

A (autografo): S5 (da 3001 € e oltre)

AML (lettera manoscritta firmata): S5 (da 3001 € e oltre)

APL (autografo su foto o libro): S5 (da 3001 € e oltre)

Quotazioni indicative.

Autografi

  • Bach Sebastian Johann

    Manoscritto originale de Il clavicembalo ben temperato

Johann Sebastian Bach, pronuncia tedesca [ˈjoːhan zeˈbasti̯an ˈbax] (Eisenach, 31 marzo 1685 – Lipsia, 28 luglio 1750), è stato un compositore e musicista tedesco del periodo barocco, universalmente considerato uno dei più grandi geni nella storia della musica. Le sue opere sono notevoli per profondità intellettuale, padronanza dei mezzi tecnici ed espressivi, e per bellezza artistica.

Bach operò una sintesi mirabile fra lo stile tedesco (di cui erano stati esponenti, fra gli altri, Pachelbel e Buxtehude) e le opere dei compositori italiani (particolarmente Vivaldi), dei quali trascrisse numerosi brani, assimilandone soprattutto lo stile concertante. La sua opera costituì la summa e lo sviluppo delle svariate tendenze compositive della sua epoca. Il grado di complessità strutturale, la difficoltà tecnica e l’esclusione del genere melodrammatico, tuttavia, resero la sua opera appannaggio solo dei musicisti più dotati e all’epoca ne limitarono la diffusione fra il grande pubblico, in paragone alla popolarità raggiunta da altri musicisti contemporanei come Telemann o Händel.

Nel 1829 l’esecuzione della Passione secondo Matteo, diretta a Berlino da Felix Mendelssohn, riportò alla conoscenza di un vasto pubblico la qualità elevatissima dell’opera compositiva di Bach, che è da allora considerata il compendio della musica contrappuntistica del periodo barocco.

A lui sono dedicati l’asteroide 1814 Bach e il cratere Bach sulla superficie di Mercurio.

Infanzia e adolescenza (1685-1703)

Johann Sebastian Bach nacque a Eisenach, in Turingia (allora parte del Sacro Romano Impero), nel 1685, dalla famiglia di musicisti tedeschi più nota ai suoi tempi, al punto che il cognome “Bach” nelle città della Turingia era diventato sinonimo di “musicista”. Quando, nel 1693, alla corte di Arnstadt si rese vacante il posto di musicista di corte, il conte chiese urgentemente “un Bach”. In zigano e nel dialetto di varie zone dell’Europa centrale “bach” assunse il significato di “musicista ambulante”.

Suo padre, Johann Ambrosius Bach, figlio di Christoph Bach, ricopriva ad Eisenach la carica di musicista civico (Stadtpfeifer), ruolo che comportava l’organizzazione della musica a carattere profano nella città, ma anche la supervisione dell’attività musicale nella chiesa locale, inclusa la direzione del lavoro dell’organista di chiesa. È proprio dal padre che, probabilmente, Bach ricevette i primi rudimenti di violino e clavicembalo.

Bach discendeva da una famiglia di musicisti professionisti che andavano dall’organista, al musicista da camera nelle corti, includendo anche compositori. Era del tutto normale, per quel tempo, che i figli assistessero al lavoro dei loro padri, cercando di impararne l’arte. Probabilmente anche Bach iniziò ripetendo la musica ascoltata in tenerissima età con gli strumenti che può suonare un preadolescente.

L’albero genealogico della famiglia Bach, dal titolo Ursprung der musicalisch-Bachischen Familie (“Origine della famiglia musicale dei Bach”) venne compilato per la prima volta nel 1735 dallo stesso Johann Sebastian, che faceva risalire le origini della propria famiglia a Veit Bach, mugnaio proveniente dall’Europa orientale ed appassionato suonatore di cetra, vissuto nella seconda metà del XVI secolo. Alla fine si conteranno ben sette generazioni di musicisti, un record ancor oggi insuperato per una famiglia.

La data di nascita di Johann Sebastian, ultimo di sette figli, fu registrata nei documenti dell’epoca come 21 marzo e quella del battesimo (nella chiesa di S.Giorgio di Eisenach) come 23 marzo. Secondo il calendario gregoriano in uso attualmente, tali date dovrebbero essere indicate come 31 marzo e 2 aprile. La tradizionale data del 21 marzo continua tuttavia ad essere largamente usata, spesso senza spiegazione, anche in testi autorevoli. La discrepanza è dovuta al fatto che nella Germania protestante il calendario gregoriano si impose solo a partire dall’anno 1700.

La madre di Bach, Elisabeth Lämmerhirt, morì nel 1694 e il padre morì otto mesi dopo. Il giovane Bach si trasferì dunque da un suo fratello maggiore, Johann Christoph Bach (1671-1721), organista presso la Michaeliskirche di Ohrdruf. Durante la permanenza nella casa di suo fratello, Bach continuò a copiare, studiare, e suonare musica. Johann Christoph fece conoscere a Johann Sebastian le partiture dei grandi compositori dell’epoca: Johann Pachelbel, Johann Jakob Froberger, Jean-Baptiste Lully, Louis Marchand, Dietrich Buxtehude.

Nel 1699 Johann Sebastian Bach vinse una borsa di studio per studiare presso la prestigiosa Scuola di San Michele a Lüneburg, dove, oltre a perfezionarsi all’organo e al clavicembalo, probabilmente imparò il francese e l’italiano. Inoltre studiò teologia, latino, geografia e matematica. A quell’epoca risalgono le prime composizioni giovanili di Bach, come le partite diverse sopra “O Gott, du frommer Gott”. Da Lüneburg, Bach si recò diverse volte ad Amburgo, distante circa 50 chilometri, per ascoltare Johann Adam Reincken all’organo della Catharinenkirche, restaurato nel 1670. Inoltre, Bach andò varie volte anche a Celle, distante 85 chilometri da Lüneburg, per ascoltare l’orchestra francese del duca Giorgio Guglielmo di Brunswick-Lüneburg e studiarne lo stile.

Stile musicale

La musica di Bach si contraddistingue per la complessità dell’armonia, dell’invenzione contrappuntistica e dello sviluppo dei motivi e per la sintesi originale che operò fra lo stile tedesco e le opere dei compositori italiani. In tutta la sua adolescenza la produzione di Bach mostrò crescente abilità nell’organizzazione di opere complesse, basate sui modelli di Dietrich Buxtehude, Georg Böhm e Johann Adam Reincken. Il periodo 1713-14, quando un vasto repertorio di musica italiana si rese disponibile per l’orchestra di corte di Weimar, fu un punto di svolta. Da quel momento Bach assorbì nel suo stile alcuni tratti della musica italiana, caratterizzati da contorni melodici semplici, maggiore concisione ritmica e modulazioni più chiare.

Ci sono diverse caratteristiche più specifiche dello stile di Bach. Nel periodo barocco i compositori che componevano secondo il gusto italiano (che insieme a quello francese dominava la musica “colta”), spesso scrivevano linee melodiche semplici, che venivano successivamente arricchite dagli esecutori con abbellimenti e passaggi improvvisati. Bach, al contrario, utilizzava una forma di scrittura musicale estremamente dettagliata e fiorita, che lascia uno spazio esiguo alla possibilità degli esecutori di aggiungere passaggi arbitrari.

Questo può essere stato causato dall’interesse precipuo per il contrappunto, e per la sua chiarezza ed esattezza, che poteva essere messa a repentaglio dalle aggiunte improvvisate dell’esecutore. Le strutture contrappuntistiche di Bach sono generalmente più complesse di quelle di Händel e della maggior parte degli altri compositori dell’epoca.

Bach, diversamente dall’uso dell’epoca, in alcune opere come L’arte della fuga e l’Offerta musicale (con l’eccezione della sonata in trio presente in quest’ultima, che è scritta espressamente per flauto, violino e basso continuo), non diede alcuna indicazione circa gli strumenti da impiegare, lasciando intendere la possibilità di esecuzione su strumenti diversi.

Molto devoto alla fede luterana, Bach pose molta attenzione nella musica sacra e gli inni luterani furono alla base di molte sue composizioni. Il suo interesse per la liturgia lo portò alla realizzazione di composizioni sacre elevatissime sia dal punto di vista tecnico che da quello qualitativo.

Opere

Manoscritto originale de Il clavicembalo ben temperato

Manoscritto originale de Il clavicembalo ben temperato

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: lista delle composizioni di Johann Sebastian Bach.
L’opera omnia di Bach (J. S. Bachs Werke) venne pubblicata a Lipsia dalla Bach-Gesellschaft (1851 – 1899) in 46 volumi. Nel 1954, a cura dello Johann-Sebastian-Bach-Institut di Gottinga e del Bach-Archiv di Lipsia, iniziò la pubblicazione di una nuova opera omnia (Neue Bach-Ausgabe), conclusa nel 2007 dopo l’uscita di 96 volumi.

Il catalogo delle opere di Bach, noto come Bach-Werke-Verzeichnis, abbreviato in BWV, è stato redatto nel 1950 dal musicologo Wolfgang Schmieder. Tale catalogo comprende sia i lavori certamente scritti dal compositore, sia quelli che gli sono stati attribuiti nel corso del tempo (dei quali solo in parte è stato possibile identificare l’autore); la numerazione procede non per ordine cronologico, ma seguendo un criterio di classificazione basato sugli strumenti impiegati e sulla forma delle varie opere (cantata, corale e oratorio).

Lavori organistici
Bach, durante la sua vita, era molto conosciuto come organista, esperto di organi e compositore di musica per organo, sia nelle forme di preludi, fantasie, toccate, sia di corali e fughe. La sua fama iniziò in gioventù grazie alla sua abilità e creatività di integrare stili diversi nelle sue composizioni. Un’influenza nordica è stata esercitata su di lui da Georg Böhm, che Bach conobbe a Lüneburg, e da Dietrich Buxtehude, che Bach incontrò nel 1705. Successivamente Bach copiò numerosi lavori di musica italiana e francese e arrangiò alcune opere di Antonio Vivaldi, realizzando diverse trascrizioni.

Dal 1708 al 1714 lavorò all’Orgelbüchlein, una collezione incompiuta che avrebbe dovuto comprendere dei brevi preludi organistici a 164 corali diversi, ma di fatto Bach giunse ad elaborarne soltanto 45. Dopo aver lasciato Weimar la sua produzione di lavori per organo diminuì, anche se le sue opere più note vennero tutte composte dopo tale periodo. Uno dei punti più elevati della sua produzione è costituito dalla terza parte del Clavier-Übung.

Egli scrisse 150 corali per organo raggruppati in diverse raccolte (Orgelbüchlein per Wilhelm Friedemann, forse negli anni 1708-1717; i 6 cosiddetti Schübler Choräle, 1746-1750; i 18 cosiddetti corali di Lipsia, 1747-1749) la III parte della Clavierübung, 1739 circa; numerosi preludi (fantasie, toccate) e fughe; le 6 sonate, 1727; la Passacaglia in do minore (BWV 582), 1716-1717; concerti, trascrizioni da Vivaldi e altri.

Lavori per altri strumenti a tastiera

« Non credo che neppure una bella poesia sia più vicina ai nostri pensieri di quanto non lo sia una delle quarantotto fughe del Clavicembalo Ben Temperato. Non posso dimenticare una frase di Goethe, la più folgorante mai detta su Bach: “Un colloquio di Dio con se stesso, poco prima della creazione”. »
Bach scrisse numerose opere per clavicembalo, alcune delle quali eseguibili anche sul clavicordo. Molte delle sue opere per strumenti a tastiera sono antologie che mostrano il desiderio di abbracciare tutti i sistemi teorici in modo enciclopedico, in buona parte a scopo didattico:

Il clavicembalo ben temperato, libri 1 e 2 (BWV 846-893). Ogni libro comprende un preludio ed una fuga in ciascuna delle 24 tonalità maggiori e minori. “Ben temperato” si riferisce al temperamento: alcuni temperamenti antichi, precedenti a Bach, non erano sufficientemente flessibili da consentire di muoversi attraverso le diverse tonalità.
Le 15 invenzioni e sinfonie (BWV 772-801). Questi lavori sono disposti nello stesso ordine cromatico del clavicembalo ben temperato, omettendo però alcune tonalità meno utilizzate. I pezzi sono stati composti da Bach a fini didattici.
Tre raccolte di suite: le suite inglesi (BWV 806-811), le suite francesi (BWV 812-817) e le partite per clavicembalo (BWV 825-830). Ogni collezione contiene sei suite, scritte sul modello standard di preludio-allemanda-courante-sarabanda-(movimento opzionale, spesso una bourree)-giga per quanto concerne le suite inglesi, mentre nelle suite francesi il preludio non compare. Per quanto riguarda le partite, solo il primo movimento della suite in si bemolle viene detto preludio.
Le Variazioni Goldberg (BWV 988), costituite da un’aria con trenta variazioni. La raccolta ha una struttura molto complessa: le variazioni sono scritte sulla linea di basso dell’aria anziché sulla melodia, ed i canoni sono strutturati per gradi.
I concerti per clavicembalo (BWV 1052-1065), composti per essere eseguiti al Caffè Zimmermann di Lipsia, sono trascrizioni da concerti propri e da musiche di Antonio Vivaldi, autore molto ammirato da Bach.
Varie altre opere, come l’ouverture francese BWV 831, la fantasia cromatica e fuga BWV 903, il concerto italiano BWV 971, sette toccate BWV 910-916, quattro duetti BWV 802-805, sonate per tastiera BWV 963-967, i sei piccoli preludi BWV 933-938 e l’aria variata alla maniera italiana BWV 989.

Lavori vocali

Esclusi i periodi di quaresima ed avvento, Bach eseguì una cantata diversa ogni domenica alla chiesa di San Tommaso a Lipsia, scritte su un tema che corrispondeva alle letture sacre della settimana, come stabilito dal calendario dell’anno liturgico della chiesa luterana. In totale compose oltre 300 cantate sacre, di cui circa 195 giunte fino a noi.

Le cantate variano molto nella forma e nella strumentazione le une dalle altre. Alcune sono per cantante solista, altre sono per il coro; alcune sono per orchestra, altre solo per pochi strumenti. Il loro formato standard, comunque, comprendeva un grande coro di apertura, seguito da recitativi ed arie per solisti, o duetti, ed un altro corale conclusivo. Il recitativo era parte della lettura della settimana della Bibbia e l’aria era una riflessione su di essa. Fra le cantate più note la Christ lag in Todesbanden BWV 4, la Ich hatte viel Bekümmernis BWV 21, la Ein feste Burg ist unser Gott BWV 80, la Actus Tragicus BWV 106, la Wachet auf, ruft uns die Stimme BWV 140 e la Herz und Mund und Tat und Leben BWV 147.

Inoltre Bach scrisse un certo numero di cantate profane, di solito da eseguire in manifestazioni civili come le inaugurazioni dei consigli municipali. Queste includono anche una cantata nuziale, la Cantata dei contadini e la Cantata del caffè.

I grandi lavori vocali sacri comprendono le famose Passione secondo Matteo, Passione secondo Giovanni e Passione secondo Marco, composte per il venerdì santo, e l’Oratorio di Natale, un insieme di sei cantate. Degne di nota anche il Magnificat in Re maggiore e l’Oratorio di Pasqua. Altri lavori di grandi dimensioni, come la Messa in Si minore, vennero assemblati con pezzi precedentemente composti. Tutte queste opere, a differenza dei sette mottetti (O Jesu Christ, meins Lebens Licht, Singet dem Herrn ein neues Lied, Der Geist hilft unsrer Schwachheit auf, Jesu, meine Freude, Fürchte dich nicht, Komm, Jesu, komm! e Lobet den Herrn, alle Heiden), dispongono di notevoli parti solistiche.

Musica orchestrale e da camera

Documento Bach

Ai tempi di Bach la distinzione fra musica orchestrale e musica da camera non era così netta e i generi della suite e del concerto erano trasversali alle formazioni strumentali. Così, a parte il caso unico del concerto alla maniera italiana BWV 971 per clavicembalo solo, nonché le trascrizioni per organo di concerti orchestrali di autori quali Tomaso Albinoni o Antonio Vivaldi, si trovano concerti per un gruppo di solisti come il concerto brandeburghese n. 6, o per formazioni orchestrali anche assai ampie, come nel concerto brandeburghese n. 1, notando però che ai tempi di Bach le compagini orchestrali erano assai più piccole di quelle che cominciano ad essere create alla fine del XVIII secolo per l’esecuzione delle sinfonie e delle opere.

Durante la sua permanenza a Cöthen, Bach ebbe modo di produrre una buona parte della sua musica strumentale, dal momento che alla corte calvinista del principe Leopoldo non veniva eseguita altra musica liturgica che gli inni tradizionali calvinisti. Queste opere sono caratterizzate da un ordine e una simmetria molto maggiori rispetto alle precedenti, sia nella struttura delle singole composizioni sia nel loro insieme. Tutte queste composizioni del periodo di Cöthen sono raggruppate in raccolte di 6 composizioni: i concerti brandeburghesi, le suite inglesi, le suite francesi, le sonate e partite per violino solo, le suite per violoncello solo, le sonate per violino e clavicembalo.

La suite in Bach presenta una struttura del tutto convenzionale:

  • Allemanda
  • Corrente
  • Sarabanda
  • Altre danze inserite in questa posizione, sovente danza galanti – (spesso Minuetti, Bourrées o Gavotte)
  • Giga

Le opere di Bach per strumenti solisti — come le Sonate e partite per violino solo, le suite per violoncello solo e la partita per flauto solo — sono composizioni in cui il più alto virtuosismo della sua epoca è messo al servizio di una scrittura eccezionalmente sapiente ed elaborata dal punto di vista costruttivo e concettuale; queste composizioni sono fra le più importanti composizioni del repertorio di quegli strumenti, punti di arrivo nello studio dello strumentista. Oltre alle opere composte a Cöthen, Bach scrisse altre importanti composizioni strumentali, come i concerti per clavicembalo o le opere per liuto; scrisse anche molta musica da camera: numerose sonate per violino e clavicembalo, viola da gamba e clavicembalo, flauto e clavicembalo e varie altre opere senza una strumentazione specificata, come il quattordici canoni BWV 1087. Fra le più significative composizioni strumentali tarde ci sono L’arte della fuga e l’Offerta musicale.

Le opere orchestrali di Bach più conosciute sono i concerti brandeburghesi, chiamati così perché dedicati al margravio Cristiano Ludovico di Brandeburgo-Schwedt presso cui Bach sperava invano di trovare impiego. Queste opere sono esempi del genere del concerto grosso. Altri lavori nel genere del concerto sono i concerti per violino (BWV 1041 e BWV 1042), il concerto per due violini in re minore (BWV 1043), i concerti per clavicembali multipli. Si ritiene generalmente che i suoi concerti per clavicembalo non fossero opere autentiche, ma arrangiamenti di suoi concerti andati perduti; molti concerti per violino, oboe e flauto sono stati ricostruiti da questi. Oltre i concerti, Bach produsse quattro suite per orchestra, delle quali è molto famosa la terza. Un arrangiamento per violoncello e pianoforte dell’aria tratta da questa suite fu la prima opera bachiana a essere registrata, nel 1902 a San Pietroburgo, dal violoncellista russo Aleksandr Verzhbilovich.

 

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