Bernard Claude

1813 - 1878

Bernard Claude
Nazione: Francia
Settore: Scienza

ID: 1248

Quotazioni

A (autografo): S3 (da 501 a 1000 €)

AML (lettera manoscritta firmata): S4 (da 1001 a 3000 €)

APL (autografo su foto o libro): S3 (da 501 a 1000 €)

Quotazioni indicative.

Claude Bernard (Villefranche-sur-Saône, 12 luglio 1813 – Parigi, 10 febbraio 1878) è stato un fisiologo francese.

Considerato come il fondatore della Medicina sperimentale; gli si deve la nozione di mezzo interno e di omeostasi, fondamento della biologia moderna. Ha lasciato il suo nome alla Sindrome di Bernard-Horner.

L’attività di ricerca

Léon-Augustin Lhermitte, Claude Bernard con i suoi allievi, 1889, Académie nationale de médecine. Da sinistra a destra: Nestor Gréhant, Victor Dumontpallier, Louis-Charles Malassez, Paul Bert, Arsène d’Arsonval, Claude Bernard, Le Père Lesage, Albert Dastre
In campo biologico Bernard si oppose sia alla teoria vitalista del suo tempo, sia al materialismo riduzionista; anticipò invece le teorie del novecento sulla complessità biologica con l’introduzione del concetto di mezzo interno. Egli fu anche scettico sull’introduzione di metodi statistici nelle sperimentazioni, fondando la sua ricerca solo sull’osservazione, sull’elaborazione di ipotesi e sull’esperimento. In campo medico si oppose sia al razionalismo puro sia all’empirismo radicale.

Charles August Mengin (1853-1933), ritratto di Claude Bernard

Charles August Mengin (1853-1933), ritratto di Claude Bernard

« Al contrario di Descartes, Bernard capì che la mente non crea fatti scientifici, ma li riconosce con l’esperienza del mondo esterno.. Ancora, al contrario di Magendie, capì che la scoperta non è prodotta dalla mera osservazione isolata, ma che il pensiero deve partecipare. Prima di Bernard, la metafisica riteneva che esisteva una forza vitale negli esseri viventi, che non poteva essere indagata con gli esperimenti, ma compresa a priori. Bernard comprese che il determinismo poteva essere applicato alla scienza della vita, come si faceva per il mondo inanimato, sebbene l’applicazione alla vita è più difficile a causa della sua maggiore variabilità e complessità »
Il fine di Claude Bernard, come affermò con le sue stesse parole, era instaurare il metodo scientifico in medicina e biologia. Claude Bernard ha condiviso in questo modo lo spirito scientista del positivismo. Egli rifiutò alcune concezioni del passato, non dando nulla per scontato e facendo affidamento solo sugli esperimenti. Egli insistette sul fatto che la fisiologia di tutte le creature viventi è regolata dalle leggi della fisica e della chimica, come la materia inorganica.

Claude Bernard, per mezzo delle sue ricerche sperimentali, scoprì il ruolo della secrezione pancreatica nella digestione dei grassi (1848), il ruolo del fegato, oltre che nella secrezione esterna della bile, anche nella secrezione interna nel sangue del glucosio, originato dalla scissione del glicogeno (1848). Nel 1849 dimostrò l’induzione del diabete con la puntura a livello della base del quarto ventricolo cerebrale. Egli interpretò questo risultato come dimostrazione dell’origine nervosa del diabete; in seguito fu dimostrato che l’iperglicemia così indotta era solo temporanea e che era la conseguenza della stimolazione del sistema nervoso simpatico.

In seguitò dimostrò l’aumento della temperatura cutanea dopo sezione dei nervi simpatici cervicali(1851), la liberazione di zucchero dal fegato lavato dopo l’asportazione (1855), l’isolamento del glicogeno (1857), la specificità del curaro nella paralisi della giunzione neuromuscolare (1856), il blocco della respirazione degli eritrociti da parte del monossido di carbonio (1857).

Mentre, nel 1851, era occupato nell’esaminare gli effetti prodotti sulla temperatura di varie parti del corpo sezionando i nervi ad esse appartenenti, notò che la resezione del simpatico cervicale dava origine a una circolazione più attiva e a una pulsazione delle arterie più intensa in certe parti della testa, e qualche mese dopo osservò che l’eccitazione elettrica della porzione superiore del nervo tagliato aveva l’effetto contrario. In questo modo egli provò l’esistenza di nervi vaso-motori, sia vaso-dilatatori sia vaso-costrittori.

Bernard elaborò anche una teoria della narcosi, alla base della attuali coneczioni in campo anestesiologico.

Claude Bernard, a partire dal 1850, creò un concetto fondamentale della biologia moderna, quello di “mezzo interno” (milieu interiéur). La “costanza del mezzo interno”, che in seguito sarà definita omeostasi, è la condizione per l’affrancamento degli organismi superiori dal “mezzo esterno” (cioè dall’ambiente esterno in cui vive l’organismo).

Il concetto di omeostasi, ripreso nel XX secolo dal fisiologo americano Walter Bradford Cannon, sarà la base per lo sviluppo della cibernetica.

Claude Bernard è considerato come uno dei principali fondatori del metodo sperimentale ipotetico-deduttivo, sintetizzato spesso (e a volte irrigidito) nell’acronimo “OHERIC” (Observation, Hypothèses, Expérience, Résultat, Interprétation, Conclusion). È d’altronde un metodo incompleto a confronto con quello presentato nella Médecine Expérimentale: «Non si può proporre l’ipotesi senza aver posto il problema da risolvere, poiché un’ipotesi è una risposta possibile a una domanda suscitata daun’osservazione» e «L’esperienza testa la conseguenza verificabile dell’ipotesi»

Milieu interieur

C. Bernard, Introduction à l’étude de la médecine expérimentale, Baillière, Paris, 1865

C. Bernard, Introduction à l’étude de la médecine expérimentale, Baillière, Paris, 1865, La vivisection
Il mezzo o ambiente interno (Milieu interieur) è il concetto chiave al quale Claude Bernard è associato. In seguito Walter Bradford Cannon lo identificò con il concetto di omeostasi. Bernard spiegava che:

« Il corpo vivente, sebbene abbia necessità di un ambiente circostante, è nondimeno relativamente indipendente da esso. Questa indipendenza che ha l’organismo rispetto all’ambiente esterno deriva dal fatto che, nell’essere vivente, i tessuti sono in effetti isolati dalle influenze esterne dirette e protetti da un vero ambiente interno, costituito, in particolare, dai fluidi circolanti nel corpo »
« La costanza del mezzo interno è la condizione per la vita libera e indipendente: il meccanismo che rende ciò possibile è quello che assicura il mantenimento, nell’ambiente interno, di tutte le condizioni necessarie per la vita degli elementi »
« La costanza dell’ambiente presuppone una perfezione dell’organismo tale che le variazioni esterne sono ad ogni istante compensate e tenute in equilibrio. Di conseguenza, lungi dall’essere indifferente al mondo esterno, gli animali superiori sono al contrario in stretta relazione con esso, cosicché il loro equilibrio risulta da una continua e delicata compensazione con un bilanciamento sensibilissimo »

La sperimentazione animale

Strumenti di laboratorio per la puntura del IV ventricolo cerebrale

Strumenti di laboratorio per la puntura del IV ventricolo cerebrale

Bernard praticò la vivisezione provocando il disgusto della moglie e delle due figlie, che un giorno tornando a casa avrebbero trovato che egli aveva vivisezionato il loro cane domestico.

La vivisezione divenne un problema di attualità con la pubblicazione del libro Introduction à l’étude de la médecine expérimentale. Nel terzo paragrafo della pubblicazione (De la vivisection) Bernard sosteneva che solo la sperimentazione sull’animale vivente poteva chiarire i meccanismi complessi della fisiologia come avvengono in un organismo. Egli esaminava minuziosamente il problema come si presentava nella sua epoca. In particolare affermava che:

« Il fisiologo non è un uomo comune, è un uomo di scienza, è un uomo preso e assorbito dalle idee della ricerca che persegue: egli non sente gli urli degli animali, non vede più il sangue che cola, non vede altro che la sua idea e non si accorge d’altro che degli organismi che gli nascondono i meccanismi che vuole scoprire. Così il chirurgo non è fermato dalle grida e dai singhiozzi più commoventi, perché egli non vede che la propria idea e il fine dell’operazione. Così anche l’anatomista non si accorge di essere in un ossario orribile; sotto l’influenza di un’idea scientifica egli segue con delizia una fibra nervosa nelle carni puzzolenti e livide che sarebbero per tutti gli altri uomini oggetto di disgusto e di orrore »
Bernard ricorda come in passato, nell’antica Persia, e poi Erofilo e Erisistrato praticassero sperimentazioni e vivisezione sui condannati a morte, pratica che ovviamente aborrisce. Poi cita gli esperimenti anatomici di Galeno sulle scimmie e sui maialini, che inaugurano la vivisezione animale a scopo scientifico. Con la nascita della Medicina scientifica la vivisezione sarà praticata da Graaf, Harvey, Aselli, Pecquet, Haller ecc. Con Magendie la sperimentazione animale diventa una procedura du studio «abituale e indispensabile»:

« I pregiudizi legati al rispetto dei cadaveri hanno per lungo tempo arrestato il progresso dell’anatomia. Così la vivisezione ha incontrato in tutti i tempi pregiudizi e detrattori »
Bernard si chiede quando la sperimentazione è lecita sull’uomo:

« I principi della morale medica e chirurgica si basano dunque nel non praticare mai su un uomo un esperimento che potrebbe essere nocivo in qualsiasi modo, anche se il risultato può interessare molto la scienza, cioè la salute degli altri. Ma questo non impedisce che facendo esperienze e interventi chirurgici, sempre esclusivamente dal punto di vista dell’interesse del malato che le subisce, essi tornino allo stesso tempo a vantaggio della scienza »
D’altro canto Claude Bernard fu considerato uno sperimentatore insensibile e cinico da chi si opponeva alla pratica della vivisezione. La critica ai suoi metodi riguardava anche la stessa attendibilità dei risultati ottenuti con gli esperimenti e mutilazioni sull’animale vivente. Il suo biografo Pierre Mauriac, raccontando alcune conclusioni errate o contraddittorie che Bernard aveva derivato da alcuni esperimenti di vivisezione, affermava che: «All’origine dei suoi errori sta il culto cieco che Claude Bernard consacrava all’esperimento».

« Dell’attività di Claude Bernard, il suo assistente George Hoggan scrisse: «Degli esperimenti a cui ho assistito per quattro mesi, non uno solo era necessario o giustificato». E nel corso della più approfondita inchiesta sulla vivisezione mai condotta, quella della Royal Commission incaricata dal governo inglese di fare piena luce su questa pratica in vista di una legislazione in merito e che consta di ben 6551 paragrafi, Arthur de Noë Walker, altro medico che aveva lavorato nel laboratorio di Claude Bernard, dopo aver descritto quegli esperimenti dichiarò (par. 4888): «Mi rifiuto di commentare questo orribile esperimento: lo sperimentatore m’ispira troppo ribrezzo e l’esperimento troppo disgusto… Io avrei privato quest’uomo della sua posizione di docente in fisiologia»(…) Nel 1875 George Hoggan, fondò la prima società antivivisezionista inglese, la Victorian Street Society. Hoggan scrisse che dopo quattro anni di esperimenti sugli animali era giunto alla conclusione che nessuno di quegli esperimenti era giustificabile o necessario »

Introduzione allo studio della Medicina sperimentale

Nella sua opera più importante sul medoto scientifico, l’Introduction à l´étude de la médecine experimental (1859), Bernard descrive che cosa rende valida una teoria scientifica e che cosa rende uno scienziato un vero scopritore. Al contrario di molti scrittori scientifici del suo tempo, Bernard scrive sui propri esperimenti e pensieri, e usa la prima persona.

C. Bernard, Introduction à l’étude de la médecine expérimentale, Baillière, Paris, 1865

C. Bernard, Introduction à l’étude de la médecine expérimentale, Baillière, Paris, 1865

Noto e ignoto. Quello che rende importante uno scienziato, egli afferma, è come egli penetra nell’ignoto. In aree della scienza dove i fatti sono conosciuti da tutti, tutti gli scienziati sono più o meno uguali: non possiamo sapere chi è grande. Ma in aree della scienza ancora oscure e sconosciute si riconosce la grandezza: «Essi sono caratterizzati da idee che illuminano i fenomeni finora oscuri e fanno avanzare la scienza».

Autorità contro osservazione. È attraverso il metodo sperimentale che la scienza avanza, non attraverso l’acritica accettazione dell’autorità di fonti accademiche o scolastiche. Nel metodo sperimentale solo la realtà osservabile è la nostra autorità. Bernard scrive con fervore scientifico:

« Quando noi incontriamo un fatto che contraddice la teoria prevalente, dobbiamo accettare il fatto e abbandonare la teoria, anche quando quella teoria è sostenuta da grandi nomi ed è comunemente accettata »
Induzione e deduzione. La scienza sperimentale è un costante interscambio tra teoria e fatto, induzione e deduzione. L’induzione, procedendo dal particolare al generale, e la deduzione, procedendo dal generale al particolare, non sono mai veramente separate. Una teoria generale e le nostre deduzioni teoriche da essa devono essere testate con esperimenti specifici disegnati per confermare o negare la sua verità; mentre quei particolari esperimenti possono condurci a formulare nuove teorie.

Causa ed effetto. Lo scienziato tenta di determinare la relazione di causa ed effetto. Questo è vero per tutte le scienze: l’obiettivo è collegare un “fenomeno naturale” alla sua “causa immediata”. Noi formuliamo ipotesi che spiegano, come noi la vediamo, la relazione di causa ed effetto di quel fenomeno particolare. Testiamo le ipotesi. E quando un’ipotesi è provata, è una teoria scientifica. «Prima noi abbiamo solo tentativi ed empirismo».

Verifica e confutazione. Bernard spiega che cosa rende una teoria scientificamente valida o meno:

« Le teorie sono solo ipotesi, verificate da fatti più o meno numerosi. Quelle verificate dal maggior numero di fatti sono le migliori, ma anche allora non sono definitive, non devono essere mai credute in modo assoluto »
Quando abbiamo verificato di aver trovato la causa? Bernard stabilisce che:

« In verità la prova che una data condizione precede sempre o accompagna un fenomeno non ci garantisce di poter concludere con certezza cle la data condizione è la causa immediata di quel fenomeno. Deve ancora essere dimostrato che quando quella condizione è rimossa, il fenomeno non appare più… »
Dobbiamo sempre cercare di confutare le nostre teorie. «Possiamo affermare solidamente le nostre idee solo cercando di distruggere le nostre conclusioni con contro-esperimenti». La sola autorità è la realtà osservabile. Se per mezzo dell’esperimento tu contraddici le tue conclusioni, devi accettare la contraddizione, ma solo a una condizione: che la contraddizione sia provata.

Determinismo e “medie”. Nello studio della malattia, «la causa reale ed effettiva deve essere costante e determinata, cioè unica; qualunque altra cosa sarebbe la negazione della scienza nella medicina». Infatti «un’applicazione molto frequente della matematica alla biologia è l’uso delle “medie”» (cioè la statistica) che può dare solo «apparente accuratezza». A volte le medie non danno il tipo di informazione necessario a salvare le vite. Per esempio:

« Un grande chirurgo esegue operazioni per calcoli con un singolo metodo; più tardi egli fa una somma statistica delle morti e delle guarigioni, e da questa statistica conclude che la mortalità per questa operazione è di due su cinque. Bene, io affermo che questo rapporto non significa letteralmente nulla scientificamente e non ci dà certezza nell’eseguire la successiva operazione, perché noi non sappiamo se il prossimo caso sarà tra le morti o le guarigioni. Quello che realmente dovrebbe essere fatto, invece di racccogliere empiricamente i fatti, è studiarli più accuratamente, ciascuno nel suo speciale determinismo…per scoprire in essi la causa degli incidenti mortali e poter padroneggiarne la causa ed evitare gli incidenti »
.Sebbene l’applicazione della matematica a ogni aspetto della scienza è l’obiettivo finale, la biologia è ancora troppo complessa e scarsamente conosciuta. Perciò per adesso l’obiettivo della scienza medica dovrebbe essere scoprire tutti i nuovi fatti possibili. L’analisi qualitativa deve sempre precedere l’analisi quantitativa.

Verità contro la falsità. Lo «spirito filosofico», scrive Bernard, è sempre attivo nel suo desiderio di verità.

Spiritualismo e materialismo. Bernard prende le distanze da ogni concezione filosofica della natura, che interpreti i fatti al di là dell’esperienza:

« Per il fisiologo sperimentatore non esistono spiritualismo né materialismo, essendo spirito e materia realtà inconoscibili. Il metodo sperimentale della scienza non è la ricerca delle cause prime, ma dei rapporti fra le cose e i fenomeni che ne derivano. Pertanto parole come «vita», «morte», «salute», «malattia», sono soltanto «espressioni letterarie» utili per rappresentare alla nostra mente l’apparenza di questi fenomeni »

 

 

 

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