Bonaparte Giuseppe

1768 - 1844

Bonaparte Giuseppe
Nazione: Italia
Settore: Storia

ID: 2002

Quotazioni

A (autografo): S3 (da 501 a 1000 €)

AML (lettera manoscritta firmata): S4 (da 1001 a 3000 €)

APL (autografo su foto o libro): S3 (da 501 a 1000 €)

Quotazioni indicative.

Giuseppe Bonaparte (Corte, 7 gennaio 1768 – Firenze, 28 luglio 1844) era il fratello maggiore di Napoleone Bonaparte, e fu da questi nominato re di Napoli dal 1806 al 1808, quindi re di Spagna dal 1808 al 1813.

Biografia

Gli inizi tra l’Italia e la Francia

Giuseppe Bonaparte, re di Spagna, in uniforme da ufficiale d'esercito.

Giuseppe Bonaparte, re di Spagna, in uniforme da ufficiale d’esercito.

Inizialmente destinato alla carriera ecclesiastica, Giuseppe frequentò dal 1778 il collegio di Autun per qualche tempo, rimanendo comunque già subito coinvolto nella causa di liberazione della Corsica, iniziativa che abbandonò presto per quella della Francia dopo numerosi diverbi avuti con Pasquale Paoli che la sua famiglia aveva in un primo tempo sostenuto nella lotta indipendentista dell’isola e che poi aveva abbandonato definitivamente quando la Repubblica di Genova aveva venduto l’isola ai francesi.

Nel frattempo, con la morte del padre e la presenza dei fratelli più piccoli (Girolamo, il più giovane di questi, aveva appena un anno) e della madre, non ancora ventenne nel 1785 assunse il ruolo di capofamiglia. Quando nel 1787 il fratello Napoleone fece ritorno in Corsica dopo aver compiuto i propri studi militari ed essere divenuto ufficiale di artiglieria, si trasferì per qualche tempo in Toscana dove intraprese gli studi di giurisprudenza all’Università di Pisa, laureandosi l’anno successivo e facendo nuovamente ritorno in Corsica con la famiglia. Nominato avvocato del Consiglio superiore della Corsica a Bastia, nel 1789 lasciò la carica faticosamente acquisita per tornare in Toscana ed ottenere dal granduca il riconoscimento dell’antica nobiltà di famiglia, processo già perseguito da suo padre. Tornato ancora una volta ad Ajaccio, Giuseppe divenne segretario del generale Rossi, da poco presidente del Comitato generale dei tre ordini che aveva il compito di presiedere l’ordine sull’isola. Il 30 novembre 1789 l’Assemblea nazionale della Corsica respinse la richiesta di Genova di poter rioccupare pacificamente l’isola, abolendo contestualmente anche il regime militare e dichiarando invece la Corsica parte integrante del territorio francese. In quel tempo Giuseppe venne nominato giudice grazie anche all’amicizia di Clemente Paoli, fratello maggiore di Pasquale, che aveva frequentato a Pisa durante i suoi studi. Nel 1793 l’applicazione della costituzione civile del clero, determinò anche nell’isola della Corsica un malcontento sfociato in numerose rivolte, con conseguenti repressioni. Pasquale Paoli, accusato ormai di tradimento della patria, si schierò dapprima contro i francesi appoggiando invece l’intervento degli inglesi che, asserragliati in Piemonte, sbarcarono nel giugno del 1794 sull’isola e ne dichiararono l’annessione alla corona britannica.

Giuseppe Bonaparte su una moneta da 80 reales.

Giuseppe Bonaparte su una moneta da 80 reales.

Nel 1796 Giuseppe prese parte con Napoleone alla prima campagna d’Italia, abbandonando la Corsica che ormai veniva abbandonata anche dagli inglesi. L’anno seguente, durante la Prima Repubblica francese, venne nominato diplomatico, prima alla corte dei duchi di Parma e poi a Roma, lasciando la città solo dopo i disordini del 28 dicembre 1797 e l’assassinio del generale Duphot, suo aiutante. Tornato in Francia, fu membro del Consiglio dei Cinquecento, l’organo legislativo inferiore all’epoca del Direttorio, nel 1798. In preparazione del colpo di Stato del 18 brumaio, tentò di riconciliare Napoleone con il generale Bernadotte facendolo sposare con la sorella di sua moglie, Desiree Clary. Fu in questo periodo che acquistò la proprietà di Mortefontaine.Durante le guerre napoleoniche svolse il compito di inviato per conto di suo fratello e firmò trattati con gli Stati Uniti, l’Austria, la Gran Bretagna e lo Stato Pontificio tra cui ricordiamo i più rilevanti: il Trattato di Mortefontaine (1800), la pace di Luneville (1801) e la pace di Amiens (1802).

Da principe Francese a Re di Napoli

Stemma del Regno di Napoli al tempo di Giuseppe Bonaparte.

Stemma del Regno di Napoli al tempo di Giuseppe Bonaparte.

Con la proclamazione di Napoleone a imperatore, il senato conferì anche ai suoi fratelli Giuseppe, Luigi e Luciano il titolo di altezze imperiali ed il rango di principi francesi. Durante la campagna che vide impegnato suo fratello nel 1805, assicurò la reggenza dell’impero. Nel 1805 ottenne il titolo di gran dignitario dell’Impero francese ed il titolo di grande elettore dell’Impero stabilendosi al Castello di Villandry acquistato per lui dal fratello, ma preferendo di gran lunga il Palazzo del Lussemburgo a Parigi.

Dal 1806 al 1808, Giuseppe Bonaparte governò il Regno di Napoli in nome di suo fratello, che gli affiancò nel governo i napolitani Antonio Cristoforo Saliceti e Marzio Mastrilli, oltre ad altri valenti personaggi di governo francesi dell’epoca quali Pierre-Louis Roederer, André-François Miot de Mélito, Louis Stanislas de Girardin e Mathieu Dumas.Con Andrea Massena a capo della spedizione che ebbe il compito di scacciare i Borboni da Napoli, Giuseppe intraprese il suo viaggio verso il regno del sud e nel gennaio 1806 si fermò per tre giorni a Roma, dove firmò un accordo per le forniture militari al nuovo regno che andava conquistando, passando poi il confine con 40.000 uomini. L’11 febbraio entrò nella piazzaforte di Capua ed il 15 dello stesso mese fece il proprio ingresso solenne a Napoli, omaggiato dalle autorità cittadine e di governo che apprezzarono particolarmente il suo gesto di omaggio a San Gennaro, patrono della città, cui fece dono di una preziosissima collana di diamanti. Ferdinando IV Borbone, intanto, era fuggito in Sicilia ed il suo esercito si era ritirato al suo seguito. Per conoscere e farsi conoscere, Giuseppe intraprese subito una visita nelle principali province del regno, giungendo in Calabria già nel marzo successivo.Nel pur breve periodo del suo regno promulgò importanti riforme, tra cui l’Eversione della feudalità ed istituì nuovi organi come l’Intendenza e la Gran corte criminale, inimicandosi l’aristocrazia ma venendo invece apprezzato dal popolo. Il brigantaggio fu un problema non indifferente durante il governo napoletano di Giuseppe, fenomeno criminale fomentato dai Borboni che minacciavano in continuazione di voler destabilizzare il governo napoleonico nella penisola partenopea.

Nel 1808 ricevette da Napoleone una lettera che lo informava di averlo prescelto per il ruolo di nuovo sovrano di Spagna dove il Bonaparte era riuscito ad ottenere con l’inganno l’abdicazione di Carlo IV e dove la penisola iberica si presentava come un punto strategico per fermare la continua spina nel fianco dell’Impero francese rappresentata dalle forze inglesi e dai loro facili sbarchi in Europa proprio attraverso Spagna e Portogallo. Per ordine del fratello imperatore, quindi, Giuseppe consegnò il regno al cognato Murat il 5 luglio 1808 che divenne il nuovo sovrano. Per evitare che un vuoto di potere improvviso potesse alimentare ulteriori sentimenti di malcontento, quando Giuseppe dovette intraprendere il viaggio verso Madrid, gli atti di governo continuarono ad essere firmati a suo nome pur avendo lasciato la moglie alla reggenza formale del trono in sua assenza.

Il governo di Spagna

il 6 luglio 1808, suo fratello lo nominò re di Spagna e lo proclamò sovrano coi nomi di Giuseppe Napoleone I.

Giuseppe Bonaparte, re di Napoli, in un ritratto del 1808.

Giuseppe Bonaparte, re di Napoli, in un ritratto del 1808.

Giuseppe era riluttante a lasciare Napoli dove almeno il popolo lo apprezzava, al contrario della Spagna dove il governo napoleonico era odiato. In Spagna, Giuseppe trovò innanzitutto una fiera opposizione da parte dei suoi avversari politici che lo chiamarono scherzosamente Pepe Botella per la sua inclinazione all’alcool, una accusa che molti storiografi spagnoli oggi rigettano sostenendo che Giuseppe fosse completamente astemio. Il popolo di Madrid lo chiamava il “Re piazzuola”, dato che fece abbattere molte chiese e conventi nella capitale spagnola per far posto alla costruzione di piazze pubbliche. La più importante di queste fu la piazza orientale del Palazzo Reale.Il suo arrivo a Madrid giunse in piena guerra d’indipendenza spagnola, dopo le sollevazioni popolari del 2 maggio contro le truppe napoleoniche. Secondo lo storico inglese Thompson questa rivolta spagnola fu “la reazione alle nuove istituzioni ed alle nuove idee, un movimento in difesa di quella corona ereditaria dei re cattolicissimi che Napoleone, un nemico scomunicato dal papa, aveva posto sul capo di un francese; l’offesa si estendeva alla chiesa cattolica stessa, perseguitata dai repubblicani che dissacrarono chiese, uccisero preti e rafforzarono la “legge dei culti”, compromettendo anche i diritti locali a vantaggio di un governo centralizzato. Durante la sua prima fase di governo della Spagna, Giuseppe si ritirò per qualche tempo nella parte settentrionale del paese. Sentendosi in una posizione difficile e per lui ignominiosa, Giuseppe propose la sua abdicazione dal trono spagnolo nella speranza che il fratello lo avrebbe riportato a Napoli. Al contrario di quanto auspicato, ad ogni modo, l’imperatore inviò in Spagna numerosi rinforzi per assistere il sovrano nel mantenere la sua posizione come re di Spagna. Malgrado il facile assedio di Madrid ed il controllo del governo di Giuseppe su diverse città e province, il governo bonapartista in Spagna fu costellato sempre da resistenze e guerriglie filo-borboniche.

Promulgò la Costituzione di Bayona nell’intento di guadagnarsi l’appoggio dei nobili e degli uomini illustri spagnoli (chiamati successivamente afrancesados), tuttavia non riuscì far trionfare il programma riformista del suo governo. L’esser imposto dagli invasori come regnante e le misure liberali che egli attuò gli procurarono l’ostilità popolare, allontanando l’appoggio del popolo spagnolo e perfino quello dei propri seguaci, gli afrancesados. Durante il regno di Giuseppe in Spagna, il Venezuela dichiarò la propria indipendenza (1810) dalla Spagna e fu la prima nazione in assoluto a fare questa azione.

La fuga

Giuseppe dovette fuggire davanti alla ritirata delle truppe francesi nella battaglia di Bailén. Ma l’intervento di suo fratello Napoleone, arrivato al comando della maggior parte dell’esercito, lo rassicurò che poteva ristabilire il suo governo nella Capitale iberica. Dopo la disfatta nella battaglia delle Arapiles, il 22 giugno del 1812, Giuseppe abbandonò di nuovo Madrid per andare verso la Francia, ma il suo passaggio per Vitoria, fu bloccato dalle truppe del duca di Wellington che sconfissero il suo esercito. Uscì dalla Spagna definitivamente il 13 giugno 1813 – senza il suo prezioso “equipaggiamento”, che consisteva nei gioielli della Corona Spagnola e in opere d’arte – per rifugiarsi in Francia, dove rimase fino alla caduta di Napoleone.

Luogotenente dell’Impero: la Battaglia di Parigi

Giuseppe Bonaparte.

Giuseppe Bonaparte.

Dopo la sconfitta francese nella guerra della sesta coalizione e l’invasione del territorio nazionale da parte delle truppe austro-russo-prussiane, venne nominato dal fratello Napoleone Luogotenente dell’Impero, con il compito di difendere la città di Parigi dal nemico.Incapace di dominare gli eventi, il 30 marzo 1814 autorizzò i marescialli di Francia Marmont e Mortier di negoziare con gli alleati la capitolazione della città e lasciò Parigi diretto a Blois ove stava la cognata, l’imperatrice reggente Maria Luisa d’Asburgo-Lorena con il figlio Napoleone Giuseppe Francesco Carlo, re di Roma.

Il ritiro negli Stati Uniti e il ritorno in Italia. Si trasferì allora negli Stati Uniti (1817), dove si costruì una tenuta a Point Breeze, Filadelfia, lussuosamente ammobiliata e con un’impressionante collezione di libri rari ed opere d’arte; risedette colà con un’amante statunitense, mentre la moglie rimase con i suoi figli in Europa, fino al 1839.Sotto il nome di conte di Survilliers, si dedicò ad opere di beneficenza e protetto dai bonapartisti emigrati per mezzo della Massoneria, fu iniziato in Massoneria l’8 ottobre 1793[ma non si stava parlando di fatti accaduti dopo il 1817?] nella Loggia Parfaite Sincérité di Marsiglia, fu Gran maestro del Grande Oriente di Francia (nominato nel 1804[idem come sopra] da suo fratello Napoleone Bonaparte) poi a Napoli Gran maestro del Grande Oriente di Napoli fino al 1841, quando ricevette l’autorizzazione ad installarsi a Firenze.

Morì quindi a Firenze il 28 luglio del 1844 dove il suo corpo venne in un primo tempo sepolto, mentre le sue ceneri vennero successivamente trasferite a Parigi, all’Hôtel des Invalides, dal nipote Napoleone III nel 1862.

Matrimonio e figli

Zénaïde Bonaparte e la sorella Carlotta.

Zénaïde Bonaparte e la sorella Carlotta.

Nel 1794, a Cuges-les-Pins, Giuseppe sposò Giulia Clary, figlia di un commerciante di Marsiglia, ed ebbe da questa tre figlie, di cui solo due sopravvissero:

Giulia Giuseppina Bonaparte (29 febbraio 1796 – 6 giugno 1797).
Zénaïde Laetitia Julie Bonaparte (Parigi, 8 luglio 1801 – Napoli, 8 agosto 1854), sposò il principe Carlo Luciano Bonaparte, suo cugino primo (era figlio di Luciano Bonaparte).
Charlotte Napoléone Bonaparte (Parigi, 31 ottobre 1802 – Sarzana, 3 marzo 1839), sposò il principe Napoleone Luigi Bonaparte, suo cugino primo, figlio di Luigi Bonaparte.
Durante il suo periodo di governo al Regno di Napoli, ebbe una relazione con Giulia Colonna, contessa di Atri e Stigliano, dalla quale ebbe due figli illegittimi:Giulio (1806–morto infante)
Teresa (1808-morta infante)
Durante il suo esilio americano con l’amante Annette Savage (“Madame de la Folie”), Giuseppe ebbe altre due figlie illegittime:Pauline Anne, morta infante.
Catherine Charlotte (1822–1890), sposò il colonnello Zebulon Howell Benton della contea di Jefferson, New York, dal quale ebbe un figlio: Louis Joseph Benton (1848-1940).
Ebbe anche una relazione con Émilie Hémart (1798-1879) dalla quale ebbe un figlio illegittimo:

Félix-Joseph-François Lacoste (1825)
La Hémart sarà anche madre dello scrittore e romanziere francese Edmond Duranty (1833-1880).

Ascendenza

 

giuseppe bonaparte

 

 

 

 

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