Carlo XII di Svezia

1682 - 1718

Carlo XII di Svezia
Nazione: Svezia
Settore: Storia

ID: 2474

Quotazioni

A (autografo): S3 (da 501 a 1000 €)

AML (lettera manoscritta firmata): S4 (da 1001 a 3000 €)

APL (autografo su foto o libro): S3 (da 501 a 1000 €)

Quotazioni indicative.

Carlo XII (Stoccolma, 17 giugno 1682 – Fredrikshald, 30 novembre 1718) fu re di Svezia dal 1697 al 1718.

Dal 1700 fino alla morte condusse le sue truppe, i cosiddetti “karoliner”, in guerra contro la Danimarca, la Russia e la Sassonia, senza più ritornare a Stoccolma.

Nel 1700, una tripla alleanza di Danimarca-Norvegia, Sassonia–Polonia-Lituania e Russia lanciò un attacco al protettorato svedese dell’Holstein-Gottorp ed alle province di Livonia e Ingria, cercando di demolire la potenza dell’impero svedese, sfruttando l’inesperienza del giovane sovrano. In questo modo ebbe inizio la Grande guerra del nord. Guidando il formidabile esercito svedese contro l’alleanza, dal 1706 Carlo riuscì a mettere in crisi tutte le forze nemiche ad eccezione della potente Russia.

La successiva azione di Carlo di invadere Mosca si concluse con una sconfitta dell’esercito svedese nelle battaglie di Poltava e di Perevolochna. Il re trascorse quindi alcuni anni in esilio nell’Impero ottomano prima di tornare ad attaccare la Norvegia, tentando ancora una volta di separare le forze danesi da quelle russe. Due campagne fallimentari si conclusero poi con la morte dello stesso Carlo XII durante l’assedio di Fredriksten nel 1718. In quel tempo, gran parte dell’impero svedese era sotto occupazione militare, anche se la Svezia propriamente detta rimaneva stato sovrano. Questa situazione venne successivamente formalizzata e moderata dal trattato di Nystad, che vide non solo la fine dell’Impero svedese ma anche della sua monarchia assoluta e della sua macchina da guerra così potente, dando vita all’età del governo parlamentare, tra le prime nazioni in Europa a raggiungere questa prospettiva sino alla salita al potere poi di Gustavo III che restaurerà a pieno il potere régio.

Carlo fu un militare eccezionalmente dotato e un maestro di tattica, nonché abile politico che fu in grado di introdurre importanti riforme legali e di tassazione.

Biografia

I primi anni

La culla di Carlo XII (incisione da Svenska Familj-Journalen del 1879)

La culla di Carlo XII (incisione da Svenska Familj-Journalen del 1879)

Carlo nacque il 17 giugno 1682 a Stoccolma nel palazzo “Tre Kronor”, figlio primogenito del re di Svezia Carlo XI (1655 – 1697) e della sua consorte Ulrica Eleonora di Danimarca (1656 – 1693). La sua ascendenza era di origini tedesche in quanto era membro della dinastia del Palatinato-Zweibrücken, un ramo collaterale dei Wittelsbach.

Al momento della sua nascita, suo padre scrisse nel suo diario:

« Il 17 giugno, che era di sabato mattina, mia moglie diede alla luce un figlio. Ringrazio quindi sinceramente Dio per avermi salvato lei e per la salute del nuovo nato »

Carlo XII di Svezia ricevette sin dalla sua gioventù una formazione completa. Tra i suoi insegnanti in particolare ricordiamo il professore dell’Università di Uppsala, Andreas Nicolai, il consigliere di stato Thomas Polus, il ciambellano Gustaf Cronhielm, l’ufficiale del reparto del genio Carl Magnus Stuart ed il vescovo Erik Benzelius il vecchio. Carlo XII era un bambino molto dotato per lo studio ed apprese facilmente il latino, il tedesco, ed il francese; fu inoltre istruito nelle questioni teologiche. Sul campo, più tardi, imparò anche il finlandese, per poter essere capito da una parte dei suoi soldati che provenivano da quelle terre. Le sue più grandi passioni furono la matematica e le materie militari; si allenava anche fisicamente sempre per questo scopo. Alla morte della madre Ulrica Eleonora, nel 1693, essendo suo padre occupato dal governo dell’impero svedese, la regina madre Edvige Eleonora ebbe in gestione l’educazione del giovane principe e delle sue due sorelle, sviluppando con loro un forte rapporto.

Carlo XI, cosa abbastanza rara per quei tempi, introdusse sin da subito il figlio alla gestione dello stato. Lo portava alle ispezioni militari e alle sedute del Consiglio del re, facendo sí che il giovane principe ereditario fosse pronto a svolgere il suo ruolo che gli sarebbe spettato alla sua morte.

Già da giovane il futuro Carlo XII si contraddinstinse per l’impenetrabilità e la compostezza, quasi glacialità, dei modi. Solo una volta si abbandonò ad eccessi distruttivi e crudeli. Durante una visita del quasi coetaneo principe ereditario di Danimarca, il quattordicenne Carlo si divertì con lui a sfasciare i mobili delle sale del palazzo reale, a scaraventare i piatti e, macabro divertimento, a provare le lame delle spade decapitando cani, capre e altri animali per poi gettarne le teste sanguinanti dalle finestre.

L’ascesa al trono

Ritratto di Carlo XII nelle vesti dell'incoronazione nel 1697.

Ritratto di Carlo XII nelle vesti dell’incoronazione nel 1697.

Alla morte di suo padre, Carlo gli succedette al trono di Svezia col nome di Carlo XII. Carlo XI, già prima di morire, aveva dato disposizioni perché il nuovo consiglio di stato che avrebbe dovuto coadiuvare il giovane sovrano avesse per presidente Bengt Gabrielsson Oxenstierna e per membri Christopher Gyllenstierna, Fabian Wrede, Nils Gyldenstolpe e Lars Wallenstedt, tra i suoi collaboratori più fidati.

Il consiglio di governo si dimostrò troppo ingerente nelle questioni di governo, senza lasciar spazio all’iniziativa del giovane re. Carlo XII venne incoronato re di Svezia il 29 novembre 1697 all’età di 15 anni, con una fastosa cerimonia che si tenne nella cattedrale di Stoccolma, alla quale prese parte anche l’arcivescovo Olaus Swebilius. Come primo vero atto di affermazione di indipendenza, Carlo XII pretese di incoronarsi personalmente, ribadendo la sua piena autorità di sovrano.

I primi anni di regno

Malgrado la situazione pacifica dei primi anni di regno, Carlo XII visse un’epoca piuttosto difficile per l’amministrazione dello stato, sia internamente che esternamente. Inesperto nell’arte di governare, ma non sprovveduto, seguì le orme paterne conducendo una vita semplice, ma di continuo lavoro. Come suo padre, egli era scettico nei confronti dei vecchi consiglieri reali ed a questi fece perdere quasi tutta l’influenza di cui godevano a corte. Il re, ancora molto giovane, era timido ed introverso; ben presto decise di servirsi di personaggi valenti da porre in posizioni di potere come Carl Piper, che pose alla gestione degli affari interni, e Thomas Polus, sulla politica estera (questi risultò una figura fondamentale anche per decidere un’eventuale matrimonio del sovrano).

Nell’ambito della politica estera, Carlo XII cercò di seguire l’orientamento di suo padre rimanendo neutrale in gran parte dei conflitti scoppiati in Europa occidentale all’epoca, mantenendo una stretta amicizia con tutte le potenze marittime più importanti come Inghilterra e Paesi Bassi e, in parte, anche con la Francia.

Il suo nemico principale fu sempre la Danimarca che era una secolare spina nel fianco per l’espansione della Svezia.

La grande guerra del nord

Antefatto

Nel marzo del 1700 ebbe inizio la Grande guerra del nord. Inaspettatamente la Svezia fu attaccata da Danimarca, Sassonia/Polonia e Russia. Già nell’ottobre 1698 Augusto II di Polonia e Federico IV di Danimarca avevano stipulato un’alleanza offensiva nei confronti della Svezia, alla quale più tardi aderì anche Pietro il Grande di Russia. Dopo una prima vittoria gli alleati progettarono di spartirsi le province del Baltico orientale[4] in mano svedese fin dal 1611.

I nemici della Svezia avevano tuttavia sottovalutato il rischio di attaccare una grande potenza militare europea. Essi contavano su una vittoria facile e rapida, in base all’inesperienza e alla giovane età del sovrano e si immaginavano un timoroso esercito svedese guidato da un comandante privo di esperienza militare.

La sconfitta della Danimarca

Nella primavera del 1700 Carlo XII si trovò ad affrontare la coalizione per difendere il suo paese. La sua strategia fu semplice: concentrare le sue forze contro un nemico alla volta, costringerlo alla pace e poi volgersi contro un altro.

Le ostilità iniziarono con l’attacco di suo cugino Federico IV di Danimarca al ducato di Holstein-Gottorf, alleato della Svezia e governato da un cognato di Carlo XII. Carlo approfittò dell’assenza dell’esercito danese, impegnato nell’Holstein, sbarcando il 23 luglio 1700 sull’isola principale danese con l’aiuto della flotta anglo-olandese: circondò Copenaghen e ne iniziò l’assedio. Il monarca danese si trovò subito in una difficile situazione: la sua piccola flotta doveva fronteggiarne una molto più forte, la capitale del suo stato era sotto assedio ed il suo esercito piuttosto lontano. In questa situazione disperata Federico IV concluse il 18 agosto la pace di Traventhal con la Svezia. Lo status quo ante fu ripristinato e la Danimarca uscì dalla coalizione antisvedese.

La prima campagna contro la Russia

Carlo XII di Svezia in un ritratto del 1700.

Carlo XII di Svezia in un ritratto del 1700.

Carlo si volse quindi contro i rimanenti avversari, Pietro ed Augusto. Entrambi stavano per attaccare i possedimenti svedesi sul Baltico. Augusto il Forte aveva iniziato a metà di luglio l’assedio di Riga, ma dopo la notizia della sconfitta dei danesi interruppe scoraggiato la sua azione, senza aver concluso nulla. La Russia incominciò nell’agosto del 1700 con l’attacco all’Estonia ed a settembre diede inizio all’assedio alla fortezza svedese di Narva.

Carlo XII si decise ad attaccare i russi: nella battaglia di Narva sconfisse con circa ventimila soldati un esercito russo numericamente molto superiore. Nell’attacco alle linee russe, celati da una provvidenziale tempesta di neve, gli svedesi riuscirono a dividere in due lo schieramento russo e lo misero in rotta. Molti soldati russi, in gran parte reclute, fuggendo finirono nel fiume Narva e vi annegarono, mentre la parte rimanente fuggì disordinatamente verso Novgorod ove ben pochi arrivarono: la maggior parte di essi disertò o morì di freddo o di fame durante la fuga.

La battaglia di Narva fu una delle maggiori vittorie della storia militare svedese. Alla fine dell’anno Carlo XII aveva difeso con successo la Svezia e cacciato dai suoi territori tutte le truppe nemiche.

La morte misteriosa

Nel 1718 Carlo ancora una volta decise di invadere la Norvegia. Le forze a sua disposizione comprendevano 40.000 uomini che mossero assedio alla potente fortezza di Fredriksten, sovrastante il villaggio confinario di Fredrikshald (o all’epoca “Cristiania” per parte danese). Mentre ispezionava le trincee che chiudevano il perimetro della fortezza, l’11 dicembre 1718, Carlo venne ucciso da un proiettile che lo colpì al capo. Lo sparo trapassò la sua testa da parte a parte entrando dalla tempia destra e fuoriuscendo da quella sinistra, distruggendo gran parte del cervello nel processo. Senza più un capo, l’invasione venne abbandonata ed il corpo di Carlo venne riportato in terra svedese. Un altro corpo d’armata al comando di Carl Gustaf Armfeldt marciò contro Trondheim con 10.000 uomini, ma dovette poi ritirarsi dopo aver perso 5.800 uomini nel corso di una tempesta di neve.

Le esatte circostanze della morte di Carlo XII non sono ancora oggi chiare. Malgrado le molteplici investigazioni sul campo di battaglia, sul corpo di Carlo stesso e sui suoi vestiti, ancora oggi non si sa esattamente da chi sia stato colpito e se il colpo sia provenuto dalle file nemiche o dai propri stessi uomini.

Una teoria popolare non comprovata asserirebbe che Carlo XII sarebbe stato fatto uccidere da suo cognato Federico, marito di sua sorella Ulrica Eleonora, per ascendere al trono svedese. Secondo la leggenda l’omicidio sarebbe stato commesso materialmente dall’aiutante di campo di Federico, André Sicre, il quale confessò l’omicidio durante uno stato di delirio febbrile contratto in seguito.

Molte sono le teorie su come Carlo XII sia morto quella notte, ma nessuna di queste ancora oggi ha trovato una prova che la confermi; anche se solitamente nelle ispezioni il re era circondato di uomini di fiducia, secondo le fonti il re si trovava solo al momento della sua morte. La teoria oggi maggiormente accettata dagli storici vuole che Carlo XII sia stato ucciso dai nemici, in quanto sarebbe stato molto facile per un fuciliere danese raggiungerlo da quella posizione. Altre possibilità possono essere ricercate all’interno dell’esercito svedese: molti uomini infatti volevano finalmente il termine della guerra che perdurava ormai da tanti anni e molti ricchi aristocratici erano contrari alla tassa recentemente introdotta dallo stesso sovrano del 17% sul capitale.

Un’altra teoria sulla morte di Carlo XII è emersa ad opera dello scrittore finlandese Carl Nordling, il quale asserisce che il chirurgo del re, Melchior Neumann, avesse sognato il re e questi gli avrebbe detto in sogno che non era morto per uno sparo proveniente dalla fortezza, bensì da “uno che mi sta vicino”. Il corpo di Carlo XII venne riesumato per ben tre volte per accertarne le cause della morte, nel 1746, nel 1859 e nel 1917.

A Carlo successe, come regina, la sorella Ulrica Eleonora. Per quanto riguarda il ducato del Palatinato-Zweibrücken era necessario (per la Legge Salica) un erede maschio così a Carlo successe come regnante il cugino Gustavo Leopoldo. Georg Heinrich von Görtz, primo ministro di Carlo, venne decapitato nel 1719

Ascendenza

 

carlo XII

 

 

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