Caterina II di Russia

1729 - 1796

Caterina II di Russia
Nazione: Russia
Settore: Storia

ID: 2500

Quotazioni

A (autografo): S3 (da 501 a 1000 €)

AML (lettera manoscritta firmata): S4 (da 1001 a 3000 €)

APL (autografo su foto o libro): S3 (da 501 a 1000 €)

Quotazioni indicative.

Ekaterina II Alekseevna di Russia, (Stettino, 21 aprile 1729 – Carskoe Selo, 6 novembre 1796), conosciuta come Caterina la Grande, fu imperatrice di Russia dal 1762 alla morte. Fu uno dei più significativi esempi di dispotismo illuminato.

Nata a Stettino, Sofia Federica Augusta di Anhalt-Zerbst venne data in sposa, sedicenne, all’erede al trono dell’Impero russo, il granduca Pietro Fëdorovič, futuro Pietro III di Russia. Con un colpo di Stato detronizzò il marito (che fu in seguito assassinato), alla fine della Guerra dei sette anni. Sotto il suo regno, l’Impero russo accrebbe la sua potenza e visse uno dei periodi di maggior riconoscimento a livello europeo.

Volendo applicare al suo metodo di governo i principi illuministi, di cui era seguace, Caterina iniziò con la redazione di un nuovo codice ispirato alle idee degli enciclopedisti. Affidandosi ai suoi favoriti, in particolare a Grigorij Orlov e a Grigorij Potëmkin, ma anche assistita dal grande successo dei generali, come Pëtr Rumjancev e Aleksandr Suvorov, e ammiragli, come Fëdor Ušakov, espanse rapidamente l’egemonia russa: a ovest vi fu l’annessione del territorio maggiore, ottenuto dallo smembramento della Confederazione Polacco-Lituana; in seguito alle guerre russo-turche occupò la Crimea; all’estremo est iniziò la colonizzazione dell’Alaska.

Ammiratrice di Pietro il Grande, Caterina continuò a modernizzare la Russia occidentale, secondo le idee dell’assolutismo illuminato: s’interessò ai problemi dell’istruzione, fondando il primo istituto d’istruzione superiore femminile in Europa, delle finanze e della creazione di nuove cittadine fondate su suo ordine. Tuttavia la sua politica comportò un aumento del numero dei servi della gleba, con conseguente malcontento popolare e lo scoppio di numerose rivolte, represse violentemente, come quella guidata dal cosacco Pugačëv.

Nonostante queste ambiguità politiche, a causa dei suoi rapporti epistolari con vari filosofi illuministi, che ne elogiarono il governo, il periodo della dominazione di Caterina la Grande è considerato l’età d’oro dell’Impero russo.

Fu sepolta nella Cattedrale di San Pietro e Paolo a San Pietroburgo.

Biografia

Nascita ed educazione

La Gran Principessa Caterina dipinta nel 1745 da Louis Caravaque

La Gran Principessa Caterina dipinta nel 1745 da Louis Caravaque

Sofia Federica Augusta di Anhalt-Zerbst nacque il 2 maggio (21 aprile per gli ortodossi) 1729 a Stettino, in Pomerania, figlia di Cristiano Augusto di Anhalt-Zerbst, generale prussiano, principe di Anhalt-Zerbst, e da Giovanna di Holstein-Gottorp, una principessa tedesca. Fu trascurata dalla madre, che le preferiva il fratello minore Guglielmo Cristiano Federico, e ne soffrì.

Sebbene la sua famiglia non fosse di altissimo lignaggio, Sofia e il fratello ricevettero un’educazione di ottimo livello. Educata da un precettore protestante, la giovane Sofia non condivise mai la visione del mondo del precettore.

Non particolarmente bella, fin da bambina si mostrò di carattere vivace, estroverso, animata da una curiosità non comune, con la quale, partecipando ai balli, ai banchetti e ai salotti della nobiltà, sbalordì molti interlocutori.

Un episodio, in particolare, spinse la madre a contrastarne il carattere pieno d’orgoglio: quando si presentò al cospetto di Federico Guglielmo I di Prussia, la bambina si rifiutò di baciare l’orlo dell’abito del monarca, perché era troppo corto e non riusciva a raggiungerlo.

Gran Principessa di Russia e moglie dell’Erede al Trono

Nel 1744, a soli quindici anni, la zarina Elisabetta scelse Sofia come moglie per suo nipote Pietro, che voleva designare come erede. Sofia, dopo la conversione alla religione ortodossa, assunse il nome di Caterina (Ekaterina) con il patronimico di Alekseevna, imposto dai suoi padrini. Il matrimonio si rivelò presto infelice: Pietro, uomo di carattere violento e incline a ubriacarsi, si dimostrò ostile verso la moglie, maltrattandola in pubblico. Ignorata dal marito, si dedicò alle letture, che includevano anche Voltaire, Diderot e Montesquieu, e si tenne informata sugli eventi della Russia. Caterina divenne ben presto popolare presso molti potenti gruppi di opinione, che si opponevano a Pietro.

Nel 1762, subito dopo il trasferimento nell’appena eretto Palazzo d’inverno a San Pietroburgo, Pietro salì al trono come Pietro III di Russia, ma le sue stranezze e la sua politica lo resero inviso proprio a quei gruppi, con i quali Caterina aveva mantenuto e sviluppato buoni rapporti. Grigori Orlov, amante di Caterina, guidò una cospirazione per incoronarla. Meno di sei mesi dopo la sua salita al trono, il 17 luglio 1762, Pietro venne rinchiuso in carcere, dove morì.

Politica interna

Caterina II come zarina di Russia dipinta nel 1762 da Ivan Arguivo.

Caterina II come zarina di Russia dipinta nel 1762 da Ivan Arguivo.

Facendo riferimento agli scritti di Cesare Beccaria e Montesquieu, Caterina redasse un documento di riforma del sistema giudiziario. La commissione legislativa, ad onta del nome, aveva un ruolo consultivo e propositivo, senza potere alcuno. Il suo scopo avrebbe dovuto essere quello di mettere in evidenza i problemi, proponendo soluzioni. La commissione, che rappresentava tutte le classi sociali tranne i servi della gleba (la maggioranza della popolazione), fu sciolta prima che avesse concluso i lavori, probabilmente in seguito a una svolta conservatrice nella sua politica e, soprattutto, a causa dello scoppio della guerra contro la Turchia.

Caterina riorganizzò l’amministrazione delle gubernije, conferendo ai governatorati un grande potere sulle zone rurali nella prevenzione delle rivolte contadine. Questo processo fu completato entro il 1775. La riforma creò province e distretti, che erano maggiormente gestibili rispetto ai governatorati.

Nel 1785 Caterina pubblicò un editto, che riconobbe alla piccola nobiltà il diritto di presentare petizioni al trono, liberò i nobili dai servizi obbligatori e dalle tasse, rese ereditaria la nobiltà e concesse ai nobili il pieno controllo sui servi della gleba che vivevano sulle loro terre. Caterina donò terre della corona site in Ucraina ai nobili più fedeli, dotandole anche di servi della gleba. Incoraggiò la colonizzazione dell’Alaska e di altre aree di recente conquista.

L’unico settore nel quale l’ispirazione illuminista influì sull’opera di Caterina II fu quello dell’educazione e dell’assistenza sanitaria: case di educazione furono istituite a Mosca e a Pietroburgo, mentre nei capoluoghi furono aperte scuole anche per gli adulti, si costruirono nuovi ospedali e le città furono obbligate a provvedersi di medici e di farmacie.

Affari esteri

Nel 1764 Caterina pose Stanislao Poniatowski, un suo ex amante, sul trono della Polonia. La Russia, in seguito, incorporò buona parte della Polonia come effetto delle spartizioni concordate con Austria e Prussia (1772, 1793, 1795).

Caterina rese la Russia potenza dominante nel Medio Oriente dopo la guerra russo-turca del 1768 – 1774. Il suo obiettivo era la spartizione dell’Impero Ottomano tra le potenze europee, seguendo lo schema usato per la Polonia, ma questa volta la sua politica non ottenne il successo sperato. Grazie alle indubbie doti del suo nuovo amante, Grigorij Aleksandrovič Potëmkin (già messosi in luce nel reprimere la rivolta di Pugačëv), annesse la Crimea nel 1783, solamente nove anni dopo che questa aveva ottenuto l’indipendenza dall’Impero Ottomano come risultato della guerra russo-turca del 1768 – 1774. L’annessione fu una delle ragioni che spinsero l’Impero Ottomano a dare inizio a una nuova guerra, che durò dal 1787 al 1792 e terminò con il trattato di Jassy, nel quale trovarono legittimazione le pretese russe sulla Crimea.

Sul teatro politico europeo Caterina giocò un importante ruolo, svolgendo la funzione di mediatrice durante la Guerra di successione bavarese (1778 – 1779), combattuta tra Prussia e Austria. Nel 1780 formò una forza incaricata di difendere dalla Gran Bretagna le navi indipendentiste durante la Rivoluzione Americana.

Dal 1788 al 1790 la Russia fu impegnata in una guerra contro la Svezia, in cui Caterina si trovò opposta al cugino Gustavo III. La guerra iniziò in seguito alle rivendicazioni svedesi sui territori del Baltico ceduti alla Russia nel 1720. Convinti di sconfiggere rapidamente gli avversari, gli svedesi subirono gravi perdite di uomini e di territori.

Dopo l’ingresso in guerra della Danimarca, nel 1789, le cose si misero davvero male per gli svedesi, che inaspettatamente, però, riuscirono a passare all’offensiva nel 1790. L’azione culminò con la battaglia di Svensksund (oggi Ruotsinsalmi, in Finlandia), combattuta il 9 e 10 luglio 1790. La flotta russa, comandata dal principe di Nassau, forte di 32 vascelli di linea e 200 imbarcazioni d’appoggio, con 1.200 cannoni e 14.000 marinai, si scontrò con quella svedese comandata da Gustavo III in persona, composta di 200 navi tra linea e appoggio, 1.000 cannoni e 12.500 marinai.

I russi si trovarono subito in difficoltà a usare le artiglierie, a causa del mare agitato, problema che non avevano gli svedesi, le cui navi erano ancorate. Al termine della battaglia i russi avevano subìto perdite da 50 a 60 navi e 9.500 marinai. Gli svedesi persero solo 6 navi, ma un numero di marinai tra 6.000 e 7.000. La guerra si concluse con un trattato firmato il 14 agosto 1790, che sancì il ritorno di tutti i territori contesi alle nazioni d’origine.

Arti e cultura

Caterina II con le insegne imperiali di RussiaCaterina approvava l’Illuminismo e considerava sé stessa un filosofo sul trono. Fu conosciuta come una protettrice delle arti e della letteratura. Scrisse commedie, romanzi e memorie, e fece la conoscenza di Voltaire, Diderot e D’Alembert, tutti famosi enciclopedisti francesi, che in seguito consolidarono la sua reputazione nei loro scritti. Caterina riuscì anche a convincere il matematico Leonhard Euler a spostarsi da Berlino a San Pietroburgo. Ospitò per un periodo Diderot in Russia, e acquistò anche la biblioteca del filosofo, che ne mantenne tuttavia l’uso. Caterina inoltre mantenne Diderot fino alla sua morte (nonostante lui ne avesse in seguito criticato il governo assoluto), inviandogli del denaro periodicamente e pagandogli l’affitto del sontuoso appartamento parigino di rue Richelieu; in seguito istituì una donazione di 1000 rubli per la vedova Antoinette Champion e provvide anche alla figlia e ai nipoti di Diderot.

Tra le commedie opera di Caterina si ricordano L’ingannato e Lo stregone siberiano (in cui vi è un riferimento al Conte di Cagliostro), scritte sia con intenti didattici sia con intenzioni critiche nei confronti di ipotetici nemici, quali la massoneria.

Tuttavia, quando nel 1790 Aleksandr Radiščev pubblicò il suo Viaggio da San Pietroburgo a Mosca, preannunciante rivolte a causa delle deplorevoli condizioni sociali dei contadini e dei servi della gleba in netto contrasto con la realtà che veniva mostrata all’imperatrice dai Villaggi Potemkin, Caterina lo esiliò in Siberia.

Figli

Caterina ebbe due figli, Paolo Petrovič e Anna Petrovna, con i quali non ebbe modo di creare un normale rapporto per via della zarina Elisabetta, che le portò via i bambini appena nati, occupandosene ella stessa nei suoi appartamenti privati.

La paternità di Paolo è incerta: potrebbe essere stato figlio sia di Pietro III che, molto più probabilmente, di uno degli amanti di Caterina, Sergej Saltykov. Il padre di Anna fu Stanislao Poniatowski, futuro sovrano polacco. Anna morì dopo pochi mesi dalla nascita, in concomitanza con la morte della nonna materna, e Caterina se ne rammaricò molto. Paolo Pietrovič crebbe all’ombra di Elisabetta e non legò mai con la madre: alla sua morte salì al trono come lo zar Paolo I di Russia.

Nel 1762 Caterina, consorte dell’imperatore, diede alla luce nel massimo segreto il figlio concepito con Grigorij Orlov: Aleksej Grigor’evič, che fu elevato alla dignità di conte, con il nome di Bobrinskij, dopo l’avvento al trono della madre.

 

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