Comte Isidore Auguste Marie François Xavier

1798 - 1857

Comte Isidore Auguste Marie François Xavier

ID: 3613

Quotazioni

A (autografo): S1 (da 0 a 100 €)

AML (lettera manoscritta firmata): S2 (da 101 a 500 €)

APL (autografo su foto o libro): S2 (da 101 a 500 €)

Quotazioni indicative.

Autografi

Auguste Comte, nome completo Isidore Marie Auguste François Xavier Comte (Montpellier, 19 gennaio 1798 – Parigi, 5 settembre 1857), è stato un filosofo e sociologo francese, considerato il padre del Positivismo.

Discepolo di Henri de Saint-Simon, è generalmente considerato l’iniziatore di questa corrente filosofica. Comte coniò il termine “fisica sociale” per indicare un nuovo campo di studi. Questa definizione era però utilizzata anche da alcuni altri intellettuali suoi rivali e così, per differenziare la propria disciplina, inventò la parola sociologia. Comte considerava questo campo disciplinare come un possibile terreno di produzione di conoscenza sociale basata su prove scientifiche. Volendo sbarazzarsi della metafisica, esalta quasi religiosamente la conoscenza scientifica che mira a osservare per conoscere senza apriorismi. Si richiama comunque a Kant e Leibniz affermando che nell’uomo esistono disposizioni mentali spontanee.

Il libro che secondo la maggior parte degli storici segna l’inizio del Periodo positivista è il Corso di Filosofia Positiva, monumentale opera che raccoglie i suoi cicli di lezioni. Negli ultimi anni Comte fondò una sorta di religione atea e scientifica, la Chiesa Positivista.

La sua citazione «Ordine e progresso» figura sulla bandiera del Brasile (Ordem e progresso)

Biografia

Auguste Comte nasce a Montpellier nel 1798 da famiglia di sentimenti cattolici e monarchici legittimisti, contrari al governo rivoluzionario e a quello di Napoleone, e sostenitori della deposta dinastia dei Borbone di Francia.

Clothilde de Vaux

Nel 1814 entra all’Ecole polytecnique di Parigi e nel 1817 incontra il filosofo socialista Saint-Simon di cui divenne segretario e con il quale collaborò per sette anni. L’idolo della sua gioventù fu Benjamin Franklin che Comte definì il Socrate moderno.

Nel 1822 pubblica Il piano dei lavori scientifici necessari per riorganizzare la società, dopo due anni romperà la collaborazione con Saint-Simon e successivamente nel 1826 inizia nella propria abitazione un corso di filosofia, sospeso per un disagio psicologico depressivo – causato dai tradimenti della moglie, l’ex prostituta Caroline Massin – che lo tormenterà tutta la vita, inducendolo a tentare il suicidio (si gettò nella Senna ma fu ripescato da una guardia reale). Figlia illegittima di attori di provincia, Caroline Massin gestiva una sala di lettura nel Boulevard du Temple.

Secondo le sue stesse dichiarazioni, incontrò Auguste Comte nel periodo in cui ella si prostituiva presso il Palazzo Reale, e lui era probabilmente uno dei suoi clienti, ma la relazione fissa fra i due si instaurò solamente due anni dopo. Sposò Comte nel febbraio del 1825, ma il matrimonio non fu felice e i due si separarono definitivamente nell’agosto del 1842. Ciononostante, Caroline continuò a seguire l’opera di Comte per tutta la sua vita, come bibliotecaria. Comte stenterà parecchio a riprendersi dal crollo della sua unione con Caroline, innamorandosi di donne fisicamente molto simili all’ex moglie.

L’opera più celebre di Comte è Corso di Filosofia positiva, il cui primo (di sei) volume appare nel 1830. Nonostante il successo ottenuto dopo la pubblicazione del primo volume, Comte non ottiene nessun riconoscimento accademico. Nel 1844 propone in occasione di un corso di astronomia popolare, una delle migliori sintesi del suo pensiero, Il Discorso sullo spirito positivo, ma nello stesso anno perderà il posto di esaminatore riuscendo a vivere a stento grazie ai sussidi ottenuti da amici e discepoli. I suoi lavori successivi verranno pubblicati tra il 1835 e il 1842.

Dopo il fallimento del matrimonio, conosce Clothilde de Vaux, giovane sorella di un suo allievo, di cui si innamora, ma che morirà pochi mesi dopo, dopo aver rifiutato la sua proposta di matrimonio perché malata di tubercolosi; la vicenda accentuò il suo disagio psichico e ne influenzò il pensiero in senso mistico-religioso, senza che Comte tornasse alla religione tradizionale: nacque così la filosofia scientista del Catechismo positivista, che idealizzò la scienza e la figura di Clothilde. Il filosofo tornò a vivere con la madre Rosalie Boyer, e adottò la sua domestica Sophie.

Si entusiasmò inizialmente per la rivoluzione francese del 1848, prendendone le distanze quando vide che la società non fu organizzata razionalmente e ordinatamente (errore che egli riscontrava anche nella prima rivoluzione francese), esprimendo criticità nei confronti di Luigi Napoleone, che invece sostenne quando Bonaparte ascese al trono imperiale con il nome di Napoleone III.

Comte morì a 59 anni nel 1857, a causa di un’emorragia interna, forse conseguente ad un tumore allo stomaco, lasciando incompiuta l’opera: Sistema soggettivo o sistema universale delle concezioni proprie dello stato normale dell’Umanità. Venne sepolto al cimitero del Père Lachaise.

Louis Jules Etex, Auguste Comte

Pensiero

Il primo positivismo

La legge dei tre stadi filosofici

« La storia del metodo scientifico fu intesa da Auguste Comte quasi come se fosse la filosofia stessa. »
(Friedrich Nietzsche, Volontà di potenza, § 467)

Nell’opera del 1822 Piano dei lavori scientifici necessari per riorganizzare la società (ristampato nel 1824 col titolo Politica positiva) Comte aveva formulato la legge dei tre stadi che riprenderà poi nel Corso di filosofia positiva. Comte considerava la sociologia come l’ultimo risultato di uno sviluppo di scienze, quali la biologia, la chimica, la fisica. Egli credeva che lo studio di tale disciplina avrebbe portato l’umanità ad uno stato di benessere, dato dalla comprensione e dalla conseguente capacità di controllo del comportamento umano. Comte si concentrò in particolare sul tentativo di ricostruzione della società francese, all’indomani degli sconvolgimenti provocati dalla Rivoluzione Francese. Per questo motivo mise a punto una teoria sull’evoluzione della società nella storia, che è anche evoluzione del pensiero, delle facoltà dell’uomo e della sua organizzazione di vita: con la legge dei tre stadi Comte prefigurava l’avvento dell’era positiva in cui la scienza avrebbe avuto un posto centrale nella vita degli uomini. La legge è articolata in tre fasi (ispirate alle tre età di “corsi e ricorsi” temporalmente ciclici – degli dei, degli eroi e degli uomini – esposte da Giambattista Vico nella Scienza nuova, che il Vico aveva tratto a sua volta dal greco Esiodo) che riguardano sia lo sviluppo dell’individuo che quello dell’umanità intera:

  • Stadio teologico: chiamato anche età teologica o «fittizia», corrisponde al periodo dell’infanzia dell’umanità; nella quale la ricerca delle cause dei fenomeni viene attribuita ad esseri soprannaturali, dapprima ai feticci delle religioni animistiche poi a pluralità di divinità (politeista) e alla fine all’unico Dio (monoteista).
    Questa è l’età dell’immaginazione in cui gli uomini sono sottoposti a regimi come il Papato, che detiene il potere spirituale, e la casta militare, che detiene quello temporale (es. Medioevo).
  • Stadio metafisico: chiamato anche età metafisica o «astratta», corrisponde al periodo dell’adolescenza o giovinezza del pensiero; in cui gli agenti soprannaturali sono rimpiazzati da forze astratte: la «Natura» di Spinoza, il «Dio-geometra» di Cartesio, la «Materia» di Diderot e d’Holbach, la «Ragione» dell’intero Illuminismo, l’OrologiaioGrande Architetto di Voltaire e della Massoneria.Questa epoca è un’evoluzione rispetto al pensiero antropomorfico anteriore ed anche sul piano politico porta ad una maggiore consapevolezza degli uomini, con libertà di coscienza e sovranità popolare. Ma il pensiero resta prigioniero dei concetti filosofici astratti e universali. Si rapporta la realtà a dei principi primi. È il «Metodo del filosofo».
  • Stadio positivo: chiamato anche età positiva, è descritto come «lo stato virile della nostra intelligenza», esso comporta lo sviluppo della filosofia positiva. In questa fase, l’uomo smette di sognare: la ragione non divaga più, bensì viene finalizzata alla prassi. L’umanità è arrivata sulla strada di questo stadio grazie all’opera di uomini come Galileo Galilei, Cartesio e Bacon, passando per l’illuminismo e approdando al positivismo nel XIX secolo, come inizio di questa nuova era.

Il secondo positivismo

Dopo gli anni ’50, Comte si incamminò in una fase nuova, detta “secondo positivismo”, in cui crea persino una “religione della scienza”. Alcuni critici sono convinti che Comte fosse preda di un forte disagio psichico, dovuto alla morte della donna amata, che avrebbe cercato di colmare con questi ideali ritenuti stravaganti, ma che furono la base di alcune cosiddette “religioni dell’uomo” successive, anche nell’ambito dell’umanismo stesso. In effetti in questa fase Comte soffre di sbalzi d’umore, e si divide tra progressismo e conservatorismo, venendo ritenuto sia precursore del totalitarismo sia di una certa concezione democratica moderna, non egualitaria ma meritocratica, nonché laica, in cui la società è guidata dallo scienziato, dall’industriale, dal genio e dal filosofo-sociologo. Lo studioso e filosofo neo-illuminista Ludovico Geymonat afferma che «resta il problema storiografico se la seconda fase del pensiero di Comte debba venire considerata come il puro e semplice parto di una mente esaltata, o invece come lo sviluppo coerente di alcuni motivi già rintracciabili nelle prime opere comtiane. Gli studiosi odierni propendono per questa seconda interpretazione, pur senza negare che la particolare forma data da Comte alle sue ultime concezioni sia stata almeno parzialmente determinata dalla sovreccitazione, per non dire dalla nevrosi, che attanagliava il suo animo vulnerabile ed alquanto provato»; mentre Diego Fusaro osserva che «se prescindiamo da questa stranezza (che trova il culmine nell’idea di Comte di un papa della scienza), che gli scienziati siano sempre più diventati i custodi del sapere è un dato di fatto, soprattutto negli anni in cui vive Comte».

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