De Lamartine Alphonse Louis Marie

1790 - 1869

De Lamartine Alphonse Louis Marie

ID: 3574

Quotazioni

A (autografo): S1 (da 0 a 100 €)

AML (lettera manoscritta firmata): S2 (da 101 a 500 €)

APL (autografo su foto o libro): S2 (da 101 a 500 €)

Quotazioni indicative.

Autografi

Alphonse Marie Louis de Prat de Lamartine (Mâcon, 21 ottobre 1790 – Parigi, 28 febbraio 1869) è stato un poeta, scrittore, storico e politico francese.

Biografia

La giovinezza

Nasce nella casa paterna di Mâcon da Alix des Roys, una madre che «non gli chiese che di essere vero e buono» e per la quale manifestò sempre grande venerazione, e da Pierre de Lamartine, cadetto di una famiglia di piccola nobiltà, proprietario di diversi immobili e di terre, come la casa nella campagna di Milly, circondata da terre coltivate a vigneto, dove, dal 1797, il futuro poeta trascorre la sua infanzia.

La madre, oltre ad essere una donna pia, era una convinta vegetariana e per togliere al figlio il desiderio della carne lo condusse a vedere l’interno di un mattatoio, come ricorda Lamartine nelle Confidenze:

« Una profonda pietà mista d’orrore mi prese e domandai d’andarmene via. L’idea di quelle scene orribili e disgustose, preliminari obbligati dei piatti di carne che vedevo serviti a tavola, mi fece prendere l’alimentazione animale in orrore… Io non vissi fino a dodici anni che di pane, di latticini, d’erbaggi e di frutta. La mia salute non ne fu meno forte, né il mio sviluppo meno rapido, e forse dovetti a questo regime la purezza dei lineamenti, la sensibilità squisita d’impressioni e la dolcezza serena di umore e di carattere che io conservai sino a quell’epoca. »

Nel 1801 Alphonse entra nella pensione Puppier a Lione, dove avrebbe dovuto condurre gli studi ma dalla quale però fugge l’anno successivo. Sistemato allora, nel 1803, presso il collegio degli ex-gesuiti Pères de la Foi di Belley, prende interesse alle discipline letterarie, dai poeti latini a Chateaubriand e, oltre a essere un ottimo allievo, incomincia a sentire vocazione alla poesia. Fra gli altri, ha per compagno di studi Aymon de Virieu, con il quale si lega d’amicizia per tutta la vita.

Nel 1808 termina gli studi: secondo la tradizione, dovrebbe intraprendere la carriera militare ma la famiglia, legata ai Borbone, non vuole che Alphonse in nessun modo possa servire l’Impero: nel 1811 lo mandano a svagarsi in Italia, dove hanno alcuni cugini che vivono a Livorno, a Pisa e a Napoli. Nella città partenopea ha la sua prima esperienza sentimentale con una ragazza del luogo, Antonella Jacomino, che ricorderà anni dopo nella sua Graziella.

Tornato a Milly nel 1812, Lamartine ne diviene sindaco: è il primo passo di una carriera politica che avrà molta più importanza nel futuro. Nel 1814, con la caduta di Napoleone, entra a far parte delle guardie del corpo di Luigi XVIII a Beauvais ma il ritorno dell’imperatore lo costringe a rifugiarsi in Svizzera e poi in Savoia, per evitare la coscrizione sotto il tricolore della Grande Armée. Dopo Waterloo, ritorna in Francia e a novembre rinuncia al servizio militare.

Il lago del Bourget e l’abbazia di Altacomba.

Prova l’esperienza letteraria della tragedia, scrivendo dal 1813 al 1818 una Medée e un Saûl, ma quei tentativi sono soltanto prove d’imitazione di Racine e di Voltaire; nelle sue corde non vi è il genere drammatico, ma quello sentimentale che l’epoca stessa esige.

Evade volentieri dalla vita familiare: in una sua permanenza a Aix-les-Bains, dove cura i suoi disturbi di fegato, conosce Julie Charles, una creola, moglie di un noto medico: con lei trascorre una vacanza in Savoia – durante un viaggio ad Altacomba, nel lago del Bourget la loro barca va alla deriva mentre infuria una tempesta – e Alphonse ha un lungo rapporto d’amore con Julie, inizio di un’intensa relazione cui porrà termine la morte di lei, affetta da tubercolosi, il 18 dicembre 1817: la famosa poesia Le lac, inserita nella raccolta delle Méditations poétiques (1820), è il maggior risultato artistico di quella relazione.

Le Meditazioni poetiche, apparse anonime nel marzo 1820, sono costituite da 24 poesie, scritte dal 1816 al 1819: ispirate all’amore per Julie sono Invocation (1816), Le lac e L’immortalité (1817), L’isolement (1818), Le soir, Le désespoir e Souvenir (1819). Le altre sono d’ispirazione religiosa, come La Providence à l’Homme o La prière o d’altra circostanza, come Le vallon. Nelle successive edizioni Lamartine vi comprende altre poesie e in quella del 1849 vi aggiunge una prefazione in cui scrive della sua vocazione alla poesia.

Esse ebbero subito un grande successo di critica e di vendita, raggiungendo le 45.000 copie in quattro anni: in pieno Romanticismo, fu capace di dare agli appassionati quello che essi si attendevano, una poesia nuova che sembrava «uscire veramente dal cuore», diversamente dal lirismo di facciata di un Jean-Baptiste Rousseau o un Pierre-Antoine Lebrun.

La maturità

Mary Ann Birch Lamartine

Dopo aver avuto una breve relazione con una nobile di origine italiana, Léna de Larche, nel marzo 1820 è nominato ambasciatore a Napoli ma a maggio già rinuncia all’incarico e il 5 giugno sposa a Chambéry l’inglese protestante Mary Ann Elisa Birch: abitano nel castello che il padre gli ha concesso in dote a Saint-Point, nei pressi di Mâcon. Nel febbraio 1821, a Roma, nasce il primo figlio Alphonse, che vivrà solo fino al novembre 1823; nel maggio 1822 nasce a Maçon una figlia, alla quale impone il nome di Julia, in ricordo del suo grande amore ma, più ancora di Julie Charles, destinata a morire precocemente nel 1832.

Si dedica intensamente alla poesia: il 20 settembre 1823 pubblica La Mort de Socrate, nella quale esalta nel filosofo greco un precursore del cristianesimo e solo cinque giorni dopo, il 25 settembre 1823, appaiono le Nouvelles Méditations poétiques, raccolta di venticinque poesie di diverso genere e ispirazione, che non ottiene però il successo della raccolta precedente. Si segnalano Bonaparte, Les Préludes, Le Crucifix, dedicato alla memoria di Julie Charles, e Chant d’amour, dedicato alla moglie.

Le dernier chant du pèlerinage d’Harold appare in maggio. Ispirato all’opera e alla memoria di George Gordon Byron, morto il 19 agosto 1824 Lamartine, che è scosso da forti dubbi religiosi, anche a causa di diversi lutti familiari – oltre al figlio, sono appena decedute due sue sorelle – si rivolge idealmente al poeta inglese ma nella realtà a sé stesso, cercando una soluzione al suo stesso scetticismo religioso.

 

La vecchiaia

Alphonse de Lamartine, 1865 ca.

Costretto a pubblicare quanto è possibile per la necessità di guadagnarsi di che vivere, Lamartine riprende anche vecchi scritti, come il dramma Toussaint Louverture, cinque atti in versi, scritto già nel 1839, che fu rappresentato nel 1850: è la vicenda della rivolta del 1800 degli schiavi indigeni di Saint-Domingue contro i francesi colonizzatori e schiavisti.

Le Stances au Comte d’Orsay (1850) sono la presa d’atto del fallimento della sua azione politica, attribuito a coloro che non hanno voluto o saputo comprenderlo. Anche la Critique de l’Histoire des Girondins, compresa nel suo Cours familier de littérature del 1856, è l’aperta sconfessione del generoso liberalismo della maturità del poeta, che ormai appare chiuso in un amaro e scettico conservatorismo.

Le Désert ou l’immatérialité de Dieu, già iniziato negli anni trenta adurante il viaggio in Oriente, fu pubblicato insieme al suo Cours familier de littérature: Lamartine vi riflette la sua fede in un Dio creatore e inaccessibile; l’immagine di un deserto, che si stenda immenso innanzi agli occhi, è quella che meglio può esprimere, secondo Lamartine, l’idea di Dio, misterioso essere senza tempo. La vigne et la maison, pubblicato nel 1857, è la rievocazione dei felici anni passati a Milly, rievocazione dolorosa, perché il poeta, oberato di debiti, sa di doversi privare di quella casa e di quelle terre, che infatti vende nel 1860.

Lamartine ritratto nel 1856

Nel 1844 aveva nuovamente visitato Napoli e il suo golfo: nel ricordo del suo amore giovanile per la giovane figlia di pescatori di Procida, aveva iniziato a scrivere il romanzo idillico Graziella, che conclude nel 1852 e unisce poi nel piano generale delle sue Confidences: ne fa parte anche Raphaël, ove ricorda l’amore per Julie.

I quattro volumi dell’Histoire des Constituants (1855), trattando il periodo della storia francese dal 1789 con l’apertura degli Stati Generali, fino all’aprile 1791, completano l’analisi della Rivoluzione descritta dall’Histoire des Girondins; anche qui non vi è alcun’analisi della crisi economica che attanagliava la Francia pre-rivoluzionaria: il rivolgimento politico viene fatto discendere dall’influsso delle idee illuministiche e le vicende politiche che ne seguono sono l’espressione della volontà dei capi delle fazioni, attraverso i quali si ottennero risultati essenziali per il fondamento di un nuovo Stato liberale, come l’affermazione della sovranità popolare, della libertà di parola e di stampa, l’eliminazione dei privilegi ecclesiastici e aristocratici, il nuovo sistema giudiziario e amministrativo: un errore fu invece aver mantenuto l’istituzione monarchica e non aver separato la Chiesa dallo Stato.

Le altre opere storiche, l’Histoire de la Restauration del 1854, l’Histoire de la Turquie e l’Histoire de la Russie del 1855, hanno poco interesse. Il Cours familier de littérature è una miscellanea di scritti: oltre quelli già ricordati, vi fanno parte pensieri sparsi, poesie, ricordi, giudizi e saggi di critica letteraria sui maggiori scrittori della storia letteraria francese.

Gli ultimi anni furono tristi: nel 1863 muore sua moglie Mary Ann e nel 1867 è colpito da un ictus che lo priva dell’uso della parola. Il governo lo soccorre con una dotazione di mezzo milione di franchi e la municipalità di Parigi gli mette a disposizione un villino di Passy, dove muore nel 1869. La famiglia rifiutò i funerali di Stato.

Lamartine è sepolto, insieme con la sua famiglia, in un caveau da lui stesso fatto costruire, addossato al muro di cinta del castello di Saint-Point, Saone et Loire, Francia.

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