De’ Medici Caterina

1519 - 1589

De’ Medici Caterina
Nazione: Italia
Settore: Storia

ID: 408

Quotazioni

A (autografo): S4 (da 1001 a 3000 €)

AML (lettera manoscritta firmata): S5 (da 3001 € e oltre)

APL (autografo su foto o libro): S4 (da 1001 a 3000 €)

Quotazioni indicative.

Caterina Maria Romula di Lorenzo de’ Medici, nota semplicemente come Caterina de’ Medici (Firenze, 13 aprile 1519 – Castello di Blois, 5 gennaio 1589), fu regina consorte di Francia, dal 1547 al 1559, come sposa di Enrico II di Francia, e reggente. Nota, dal 1559, come la regina madre, ebbe una grande e duratura influenza nella vita politica dello Stato.

https://youtu.be/x-pC3VZsn4g

Figlia di Lorenzo II de’ Medici (1492-1519), duca d’Urbino, e di Madeleine de la Tour d’Auvergne (1495-1519), nelle sue vene scorreva sangue francese e italiano. Sembra che il nome Caterina le sia stato dato in memoria di Caterina Sforza, la madre di Giovanni dalle Bande Nere, il quale aveva sposato Maria Salviati, riunendo così i due rami della famiglia Medici.

Sposa di Enrico II, fu madre di Francesco II, Carlo IX, e di Enrico III. Il suo bisnonno paterno era Lorenzo il Magnifico e il papa Leone X, quindi, era suo prozio.

Prima regina, poi reggente di Francia, Caterina de’ Medici è una figura emblematica XVI secolo. Il suo nome è legato alle guerre di religione che si combatterono in Francia negli anni del suo regno.

Una sorta di leggenda nera che la perseguita da tempo immemorabile ne ha fatto una persona austera, attaccata al potere e persino malvagia. Caterina de’ Medici viene ora considerata una delle più significative sovrane di Francia, una sostenitrice della tolleranza civile che tentò più volte di seguire una politica di conciliazione con l’aiuto dei propri consiglieri. Il suo ruolo nel massacro della notte di San Bartolomeo, tuttavia, contribuisce ancora oggi a farne un personaggio controverso.

Ascendenza e discendenza

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Storiografia

La personalità di Caterina de’ Medici è difficile da delineare con precisione perché alla sua figura è da sempre legata una leggenda nera. La tradizione popolare ne ha perpetuato la memoria facendo di lei l’incarnazione della spietatezza, del machiavellismo e del dispotismo. Per molto tempo persino gli storici hanno divulgato questa immagine senza rendersi conto dei propri errori. Un processo di reale disinformazione ha fatto di Caterina de’ Medici un mostro sanguinario.

Dall’epoca delle guerre di religione sia i cattolici che i protestanti hanno deriso e disdegnato la politica di tolleranza della regina madre. Un’efficace propaganda rivolta contro i Valois ha perpetuato un’immagine completamente falsata della regina. La sconfitta dei Valois nel 1589 non ne ha permesso la riabilitazione. Peggio, nel XVII secolo, gli storici ed i memorialisti hanno deliberatamente disprezzato questi ultimi per elevare ancor più l’immagine della nuova dinastia dei Borboni. Si dimenticò allora che i magnifici risultati ottenuti da Enrico IV prima e da Richelieu poi non furono che la pura continuità della politica di Caterina de’ Medici.

Nel XVIII secolo la saggia politica della regina è percepita come un dispotismo opprimente ed arbitrario. La denuncia dei re del resto andava di moda. Marat ripeté con la descrizione dell’oscurantismo le storie più sordide per denunciarli. In questo modo la rivoluzione francese diede un aspetto definitivo alla leggenda nera di Caterina de’ Medici.

Nel XIX secolo gli scrittori, Alexandre Dumas per primo, la scuola repubblicana e la tradizione popolare ripresero tutti i pregiudizi senza tener conto della totale discordanza tra fatti e leggende. Le accuse secondo cui Caterina avrebbe fatto avvelenare la regina di Navarra Giovanna d’Albret e poi, involontariamente, suo figlio Carlo IX sono solamente l’opera di due romanzieri (tesi che Dumas espose nel romanzo La regina Margot) non si fondano su alcun elemento tangibile. Solo Honoré de Balzac cercherà di renderle giustizia, raffigurandola come un grande sovrano per aver resistito alle avversità delle guerre di religione.

Si è dovuto attendere la seconda metà del XX secolo perché la storiografia tradizionale della regina fosse completamente rimessa in questione. La figura di Caterina de’ Medici è stata riabilitata dagli storici moderni,tuttavia una opinione popolare tradizionalmente negativa continua persistere. In alcuni castelli della Francia, ad esempio, qualche guida continua ancora a raccontare, senza fondamento alcuno che tale armadio di Caterina de’ Medici era servito a nascondere i veleni, ovvero le storie più sordide che impressionano il pubblico. Tutto questo ha contribuito ad alimentare la leggenda nera di Caterina de’ Medici sino ai giorni nostri.

Leggenda

I principali tratti attribuiti dalla leggenda nera alla figura di Caterina de’ Medici sono:

una donna dominatrice che cercò di accaparrarsi il potere. Bisogna considerare che Caterina de’ Medici aveva la legittimità dalla propria parte. In quanto regina madre, preservare l’eredità dei suoi figli fu per lei un obbligo. Poiché la Francia era messa sottosopra dalle lotte tra fazioni, far rispettare la monarchia e salvaguardare l’integrità del regno era suo dovere. Poiché ebbe preso a cuore questa sua funzione, Caterina de’ Medici fu una donna di potere così come lo era stata la sua vicina Elisabetta I. Alla stessa maniera di Francesco I o Enrico IV, anche lei cercò di rendere il potere regale più forte.
una donna malvagia che è pronta a ricorrere ai mezzi più estremi per conservare il potere. Cosa non si è detto su questi famosi veleni, su queste trappole segrete o ancora su questi assassini che avrebbe tenuto a suo servizio. Sono insinuazioni per la gran parte senza alcun fondamento. Gli storici hanno creduto a torto che fosse stata lei ad organizzare il massacro della notte di San Bartolomeo. Alcuni l’hanno persino immaginata esaminare con sdegno il mucchio di cadaveri dei protestanti massacrati nel cortile del Louvre.
un’adepta del machiavellismo. Gli avversari di Caterina l’accusavano di tergiversare tra i partiti e persino di creare la discordia per regnare meglio. In realtà Caterina de’ Medici non si fidava di alcun partito e passò la sua vita a cercar di contenere le loro ambizioni per mettere in luce solamente il re. Sono il degrado del potere reale e la debolezza dei suoi mezzi che obbligano Caterina de’ Medici ad appoggiarsi ora a questo ora a quel partito.
un’italiana che lascia che la Francia venga governata dagli stranieri. Per molte cose Caterina era considerata come una straniera. È vero che aveva un accento italiano. Quando arrivò in Francia per sposare il duca d’Orléans sapeva a mala pena parlare il francese. D’altro canto, la regina ha effettivamente introdotto nella corte e al potere alcuni dei suoi familiari di origine italiana come i Gondi e i Birague. Ma la maggior parte di questi era cresciuta in Francia e possedeva una cultura ed un’intelligenza raffinata fondata sulla squisita poliedricità del Rinascimento italiano. La loro politica fu sempre rivolta al servizio del loro paese di adozione.
una donna irritabile divorata dalla gelosia. Gli scrittori hanno avuto la tendenza a esagerare l’odio di Caterina de’ Medici verso Diana di Poitiers, favorita di suo marito. È vero che Caterina non provava alcuna simpatia per colei che chiamava “la puttana del re”, ma da qui ad immaginarla una selvaggia vendicativa nei riguardi della favorita alla morte di Enrico II è andare un po’ troppo lontano. I romanzieri hanno ripreso a torto la leggenda che Diana de Poitiers fosse incaricata dell’educazione dei figli reali e che ciò causava amarezza alla regina. In realtà Caterina de’ Medici vegliava sui suoi figli molto di più di quanto facesse Diana.
una donna dedita alla magia, per conseguire i suoi scopi. Sono accertati gli incontri della regina madre con Nostradamus, ma i detrattori la proponevano sempre circondata da maghi, soprattutto italiani, alle prese con pozioni e specchi magici.

La personalità

Caterina de’ Medici è una regina amabile e attenta al benessere dei propri sudditi. È una regina che regna con il cuore. La si è dipinta di nero, ma in realtà è la donna più ottimista della sua epoca. Crede nella pace, nella riconciliazione. Il regno dei suoi figli è in gioco, è per loro che lei si è consacrata al regno. Caterina de’ Medici ha avuto la tendenza ad essere una madre alquanto possessiva.

 

 

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