Desbordes Valmore Marceline Josèphe Félicité

1785 - 1859

Desbordes Valmore Marceline Josèphe Félicité

ID: 3561

Quotazioni

A (autografo): S1 (da 0 a 100 €)

AML (lettera manoscritta firmata): S2 (da 101 a 500 €)

APL (autografo su foto o libro): S2 (da 101 a 500 €)

Quotazioni indicative.

Marceline Desbordes-Valmore (Douai, 20 giugno 1786 – Parigi, 23 luglio 1859) è stata una poetessa, scrittrice e attrice teatrale francese.

Biografia

Nata Marceline Desbordes è la figlia di un pittore di stemmi (peintre en armoiries), divenuto cabarettista a Douai dopo essere stato rovinato dalla Rivoluzione. Alla fine del 1801, Marceline e sua madre partono per la Guadalupa, dopo un soggiorno a Rochefort e a Bordeaux, dove Marceline fa l’attrice. Nel maggio del 1802 la madre di Marceline muore di Febbre gialla e nel settembre dello stesso anno Marceline, di ritorno alla metropoli, recita in teatro a Lilla e a Douai. Attrice e cantante (chanteuse), si esibisce particolarmente all’ Opéra-Comique e al Théâtre de la Monnaie a Bruxelles, dove veste i panni di Rosina ne Il barbiere di Siviglia di Beaumarchais. Nel corso della sua carriera teatrale recita sovente nel ruolo della donna ingenua. Ella è protagonista in più drammi diPigault-Lebrun, incontra Talma, che ammira, Marie Dorval e soprattutto Mademoiselle Mars, che sarà la sua amica fino alla fine dei suoi giorni.

Nel 1816 Marceline perde un figlio di cinque anni di età, nato dalla relazione con un commediante, che chiama Olivier nelle sue poesie. Si sposa nel 1817 con un attore, Prosper Lanchantin, detto Valmore. Da lui avrà tre bambini, di cui uno solo Hippolyte Valmore, le sopravviverà. Nel 1819 pubblica la sua prima raccolta di poesie, Élégies, Marie et Romances. In seguito le sue opere più importanti saranno nel 1824 Élégies et poésies nouvelles, nel 1833 Pleurs, nel 1839 Pauvres fleurs e nel 1843 Bouquets et prières, tutte opere in cui traspaiono con concisione il lirismo e la arditezza della versificazione, che le faranno avere una pensione reale sotto Luigi-Filippo e diversi riconoscimenti accademici. Marceline compone anche delle novelle e dei Racconti per bambini, in prosa e in versi.

La sua istruzione limitata è compensata dal suo grande lavoro di autodidatta. Honoré de Balzac, che ammirava sinceremente il suo talento e la spontaneità dei suoi versi, descrivendoli:

« delicati accostamenti di sonorità dolci e armoniosi che evocano la vita della gente semplice»

scriveva nell’aprile del 1834 parlando di lei:

« (…) Marceline ha pertanto conservato il ricordo di un cuore che sente pienamente riecheggiare, lei e le sue parole, lei e le sue poesie, giacché siamo dello stesso paese, Signora, del paese delle lacrime e della miseria. […]. »

Marceline è considerata anche una poetessa che ha giocato un ruolo maggiore nell’evoluzione della scrittura di Paul Verlaine (che le avrebbe dedicato un profilo critico nella seconda edizione, datata 1888, dei suoi Poeti maledetti), il quale dichiara:

« Proclamiamo ad alta e intelligibile voce che Marceline Desbordes-Valmore è senz’altro […] la sola donna di genio e di talento di questo secolo e di tutti i secoli […] »

Gli piace il fatto d’avere introdotto delle forme nuove:

« […] Marceline Desbordes-Valmore ha, prima fra i poeti attuali, impiegato molto felicemnete dei ritmi inusitati, quello di undici piedi fra gli altri […] »

Il suo personaggio romantico di autodidatta la cui vita sfortunata avrebbe alimentato una sensibilità femminile non è molto estraneo a questo successo. Charles Baudelaire s’interessa più alla persona che ai versi quando afferma:

« Mme Desbordes-Valmore fu donna, fu sempre donna e non fu nient’altro che donna; ma ebbe un grado straordinario di espressione poetica intrisa di tutte le bellezze naturali della donna.»

… seguito di questo da tutta una tradizione fino al XX secolo.

Una poesia d’avanguardia

Prima per data fra i poeti del romanticismo, una delle più grandi poetesse francesi dopo Louise Labé, Marceline Desbordes-Valmore, a dispetto di una prolissità discontinua, è in realtà una precorritrice inattesa dei maestri della poesia francese moderna: Rimbaud e soprattutto Verlaine. Si deve a lui l’invenzione di più di un ritmo: quello di undici sillabe e la genesi di Romances sans paroles.

Considerata ignorante, in realtà fu una sapiente misconosciuta. In più, lei fu la madrina indiscussa delle «muse» della fine del secolo: Anna de Noailles, Gérard d’Houville, Renée Vivien, Cécile Sauvage, Marie Noël. La sua importanza non fa che crescere con il tempo: resta ancora da scoprire.

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