Filippo de Commynes

1445 - 1511

Filippo de Commynes
Nazione: Francia
Settore: Letteratura

ID: 453

Quotazioni

A (autografo): S4 (da 1001 a 3000 €)

AML (lettera manoscritta firmata): S5 (da 3001 € e oltre)

APL (autografo su foto o libro): S4 (da 1001 a 3000 €)

Quotazioni indicative.

Philippe de Commynes, o de Commines (Hazebrouck, 1445  – Châteauroux, 18 ottobre 1511), è stato un gentiluomo, cronista e politico francese di origine fiamminga.

 

Philippe_de_Commines

Origini familiari e biografia

Figlio di Colard II de la Clyte, signore di Renescure, balivo della Contea delle Fiandre, Philippe de Commynes nacque a Comines nel castello di Giovanni II de Commynes, cugino di suo padre, a Renescure. I de La Clyte, originari di Ypres, sono una linea genealogica la cui titolatura nobiliare risale alla fine del XV secolo. Molte sue generazioni hanno prestato servizio a vari livelli dell’amministrazione ducale.

Filippo III di Borgogna, detto “il Buono”, al cui fianco suo padre aveva combattuto, conferì solennemente il proprio cognome al bambino.

In un primo tempo consigliere di Carlo il Temerario, passò al servizio di Luigi XI, grazie al quale ottenne ricchezza, onori e titoli. A causa della sua partecipazione alla congiura degli Orléans, venne arrestato ed imprigionato. Grazie a Carlo VIII rientrò negli ambienti di corte prima di ricevere l’incarico di ambasciatore a Venezia.

Negli anni seguenti si ritirò a vita privata per comporre le sue Mémoires, opera composta da otto libri, i primi sei costituiscono la Cronaca di Luigi Xi e gli ultimi due la Cronaca di Carlo VIII. Grazie a questi libri viene considerato uno dei padri degli storici moderni, grazie alla sua obiettività ed alla profondità psicologica dei suoi personaggi posti in relazione con i fatti politici in un gioco di cause, effetti, previsioni.

Pensiero

Commynes si rese conto della svolta epocale del suo tempo, segnata dalla frantumazione della cristianità e dell’inutilità delle soluzioni basate sulla forza, come evidenziò la guerra dei cento anni. Ad un incoraggiamento della prudenza nella politica estera, Commynes auspicò, sul piano interno, un’introduzione degli stati generali tipici ormai del parlamento inglese. La Provvidenza, infine, pare all’autore un elemento fondamentale per valutare le ragioni dei forti ed i torti dei vinti.

 

 

 

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