Francesco I di Francia

1494 - 1547

Francesco I di Francia
Nazione: Francia
Settore: Storia

ID: 379

Quotazioni

A (autografo): S4 (da 1001 a 3000 €)

AML (lettera manoscritta firmata): S5 (da 3001 € e oltre)

APL (autografo su foto o libro): S4 (da 1001 a 3000 €)

Quotazioni indicative.

Francesco I di Valois (Cognac, 12 settembre 1494 – Rambouillet, 31 marzo 1547) fu re di Francia dal 1515 alla sua morte.

Era il figlio di Carlo di Valois-Angoulême (1459 – 1º gennaio 1496) e di Luisa di Savoia (11 settembre 1476 – 22 settembre 1531) e fu il primo della dinastia regale dei Valois-Angoulême, che si estinguerà con la morte di Enrico III, avvenuta nel 1589.

Matrimoni, figli e ascendenza

Francesco dalla consorte Claudia di Francia ebbe:

  • Luisa (1515 – 1517);
  • Carlotta (1516 – 1524);
  • Francesco di Valois (28 febbraio 1518 – 10 agosto 1536) 1° delfino;
  • Enrico (31 marzo 1519 – 10 luglio 1559), futuro re con il nome di Enrico II;
  • Maddalena di Valois (10 agosto 1520 – 2 luglio 1537). Sposò Giacomo V di Scozia (1512 – 1542);
  • Carlo II d’Orléans, (22 gennaio 1522 – 9 settembre 1545);
  • Margherita di Francia (5 giugno 1523 – 14 settembre 1574), duchessa di Berry. Sposò nel 1559 Emanuele Filiberto (1528 – 1580) duca di Savoia.

Sposò poi nel 1530, in seconde nozze:

Eleonora d’Asburgo, sorella dell’imperatore Carlo V dalla quale non ebbe figli. Eleonora morì nel 1558.

Francesco I ebbe inoltre un figlio illegittimo: Nicolas d’Estouteville, signore di Villecouvin.

GenealogiaFrancescoI

Biografia

La madre, rimasta vedova, dovette provvedere all’educazione dei figli e si avvalse dell’aiuto del suo confessore, Cristoforo Numai da Forlì. Ciò, forse, spiega l’interesse che Francesco dimostrò, anche da re, per le questioni religiose. L’8 maggio 1514 Francesco sposò Claudia di Francia (1499 – 1524), figlia del re Luigi XII, della Casa di Orléans, e duchessa di Bretagna. Dato che Luigi non lasciò eredi maschi e che la lex salica rimaneva l’unico documento giuridico che regolasse le questioni di discendenza, negando alle donne la possibilità di salire al trono, alla morte di Luigi, avvenuta nel 1515, Francesco, Conte d’Angoulême, gli succedette nella reggenza di Francia.

Nella corsa al potere del Sacro Romano Impero perse l’elezione alla carica imperiale (1519) in favore di Carlo V d’Asburgo, che riuscì a comprare i voti degli elettori grazie al sostegno finanziario del banchiere tedesco Jakob Fugger.

La Politica interna – Accentramento statale e politica religiosa

Il regno di Francesco, che segnò un momento di gravi difficoltà finanziarie per la Francia, favorì la centralizzazione amministrativa dello Stato, attraverso ufficiali regi e commissari inviati in provincia e la sospensione del diritto di rimostranza dei parlamenti locali. La vita di corte fu la nuova dimensione offerta dal sovrano a una nobiltà con sempre meno peso politico. Nelle questioni religiose, a un’iniziale tolleranza verso i dissidenti ugonotti e valdesi, suggeritagli dall’amatissima sorella Margherita di Navarra, vera ispiratrice tra le altre cose del mecenatismo di Francesco ed ella stessa scrittrice e poetessa, dal 1534 Francesco fece seguire una tenace intransigenza che si concretizzò in misure repressive.

Francesco I

Francesco I e Carlo V entrano a Parigi nel 1540 (Taddeo Zuccari Palazzo Farnese di Caprarola (VT)

Mecenate delle arti

Francesco, sovrano dotato di bell’aspetto, di intelligenza pronta e versatile e di un senso di attaccamento ai princìpi cavallereschi che ne esaltavano la regalità, fu un cultore delle belle lettere e dell’arte e promosse lo sviluppo di un clima culturale assai vivace, volendosi circondare di alti esponenti del Rinascimento Italiano che promuovessero un “Rinascimento Francese” e invitando a corte personalità del calibro di Leonardo da Vinci (che morì nel regio castello di Amboise), Leucadio Solombrini, famoso maiolicaro, che avviò ad Amboise un’officina di produzione di ceramiche nell’allora celebre stile forlivese, Girolamo della Robbia, il quale collaborò a edificare l’imponente Castello di Madrid (distrutto nel 1792) con decorazioni in terracotta invetriata, Primaticcio, i cui stucchi e affreschi nel Castello di Fontainebleau sono purtroppo irrimediabilmente compromessi, Rosso Fiorentino, Benvenuto Cellini.

Nonostante le difficoltà economiche in cui era costantemente impelagato, non lesinò sulle spese e fece edificare sontuose dimore che abbellì di preziose opere d’arte. Il Vasari, in merito Giambattista della Palla (uno dei mercanti impiegati per portare in Francia parte del patrimonio italiano di quei secoli) scrisse che “aveva spogliata Fiorenza d’una infinità di cose elette, senza alcun rispetto, per ordinare al re di Francia un appartamento di stanze, che fusse il più ricco di così fatti ornamenti che ritrovar si potesse”.
Questo perché Francesco I pensò, a quanto pare, di far rimuovere l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci da Santa Maria delle Grazie a Milano per portarlo in Francia. Sebbene non gli sia riuscito, sia lui sia il suo predecessore al trono Luigi XII, riuscirono a impossessarsi di due dipinti fra i massimi di Leonardo, ovvero La Gioconda e La Vergine delle Rocce, attualmente al Louvre. Appassionato d’arte classica anche a soggetto erotico, ricevette in dono da Cosimo I de’ Medici l’Allegoria del trionfo di Venere di Agnolo Bronzino.

 

 

 

 

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