Francesco II di Francia

1544 - 1560

Francesco II di Francia
Nazione: Francia
Settore: Storia

ID: 1511

Quotazioni

A (autografo): S4 (da 1001 a 3000 €)

AML (lettera manoscritta firmata): S5 (da 3001 € e oltre)

APL (autografo su foto o libro): S4 (da 1001 a 3000 €)

Quotazioni indicative.

Francesco II di Valois (Fontainebleau, 19 gennaio 1544 – Orléans, 5 dicembre 1560) fu re di Francia (dal 1559 al 1560) e re consorte di Scozia (dal 1558 al 1560) come primo marito della regina Maria Stuart.

http://youtu.be/fP9Z7sY5eV0

Due regni, una corona

Appartenente al ramo dei Valois-Angoulême della dinastia dei Capetingi, Francesco era figlio di Enrico, duca d’Orléans (il futuro re Enrico II di Francia), e dell’italiana Caterina de’ Medici. Nacque il 19 gennaio 1544, undici anni dopo che il matrimonio dei suoi genitori era stato celebrato. Venne battezzato il 10 febbraio e gli venne imposto il nome del nonno, Francesco I di Francia, che gli fece da padrino, insieme a papa Paolo III; sua madrina fu invece la prozia Margherita d’Angoulême. In quella stessa occasione Francesco venne investito della carica di cavaliere. Trascorse i primi anni al Castello di Saint-Germain-en-Laye. A soli due anni divenne Governatore della Linguadoca e l’anno seguente, in seguito alla morte del nonno divenne Delfino. Il 27 gennaio 1548 venne firmato l’accordo di fidanzamento che lo legava a Maria Stuarda di due anni maggiore di lui, regina di Scozia e nipote, per parte materna, di Claudio I di Guisa che fu il primo Duca di Guisa.

Il suo matrimonio con Maria Stuarda fu organizzato dal padre nel 1548 e si presentava assai vantaggioso. Maria era già stata incoronata regina di Scozia nel castello di Stirling il 9 settembre, 1543, all’età di nove mesi e questo avrebbe reso Francesco Re consorte di Scozia e i due regni si sarebbero fusi in una sola corona. Una volta formalmente ratificato l’accordo matrimoniale, nel 1548, Maria di Guisa, reggente di Scozia, mandò la figlia di cinque anni, la regina Maria, in Francia per essere allevata nella corte reale fino al matrimonio. Il 24 aprile 1558 il quattordicenne Delfino sposò Maria, regina degli scozzesi, in una unione che voleva dare al futuro re di Francia il trono di Scozia e la rivendicazione al trono d’Inghilterra. Francesco aveva quattordici anni e lei sedici.

L’ascesa di Francesco e dei Guisa

Il 10 luglio 1559 Enrico II di Francia morì in seguito a un incidente in un torneo lasciando il trono al figlio appena quindicenne. La sua età gli garantiva autonomia di governo e quindi avrebbe potuto fare a meno del reggente. Tuttavia la sua fragile salute e la sua inesperienza fecero ritenere che sarebbe stato meglio affiancargli un reggente; formalmente venne nominata la madre Caterina, ma in realtà, con il suo beneplacito, chi si mosse dietro le quinte furono gli zii di Francesco, Francesco I di Guisa e il fratello Carlo di Lorena.

Francesco e Maria

Francesco e Maria

I due avevano già ricoperto ruoli di potere anche durante il regno di Enrico e da reggenti si divisero i compiti: Francesco di Guisa si occupò della parte militare, mentre Carlo si preoccupò di quanto concerneva la politica, la diplomazia e la finanza. L’ascesa dei Guisa segnò il tramonto del potere del Connestabile Anne de Montmorency che, seguendo i consigli del re, lasciò la capitale per andare a riposarsi nelle sue proprietà di campagna. Anche a Diana di Poitiers, storica amante del padre, Francesco chiese di ritirarsi altrove e di non apparire più a corte; con lei cadde anche il suo protetto che dovette cedere la carica di Custode dei Sigilli di Francia allo stesso uomo che Diana aveva rimosso da quella posizione pochi anni prima.

Questa fu una sorta di rivoluzione di palazzo e i Guisa si trovarono ai vertici di ogni posizione di potere: il re diede loro onori e privilegi, il più grande dei quali fu il titolo di Gran maestro di Francia concesso a Francesco di Guisa, che poi tornò ai Montmorency nella persona di François de Montmorency. Il 21 settembre 1559 Francesco venne consacrato re a Reims dallo zio Cardinale Carlo di Guisa e da lì la corte si diresse al Castello di Blois, nella Valle della Loira, nuova dimora del re.

Il malcontento

Il regno di Francesco venne movimentato da aspri contrasti religiosi, la sua politica di repressione contro il Protestantesimo spinse alcuni nobili di fede protestante a tentare un colpo di Stato a danno dei Guisa che sfociò nella Congiura di Amboise. A causa del continuo malcontento venne tentata una riconciliazione: Caterina spinse fortemente perché le parti dialogassero, anche se rimase sempre fortemente ostile agli agitatori. Per tutto il regno di Francesco vi furono piccole rivolte locali che erano i prodromi delle future Guerre di religione francesi. Francesco divenne sempre più autoritario fino a spingersi ad andare in guerra contro i ribelli per vedere rispettata la propria autorità. Dal canto loro i Guisa non godevano di grande popolarità, e andò formandosi un’opposizione guidata dal Principe del sangue Luigi I di Borbone-Condé.

Francesco II

Francesco II

I Borbone-Condè potevano vantare discendenze regali notevoli: la madre di Luigi era infatti nipote di Francesco I, mentre suo padre discendeva da Luigi IX di Francia, mentre i Guisa avevano ascendenze assai più deboli e dovevano il loro potere solo al favore che Francesco gli accordava. Il primo a contrastare apertamente i Guisa fu Antonio di Borbone-Vendôme, re di Navarra, ma il suo tentativo di imporre la propria visione a Francesco fallì. Anche entro la politica finanziaria i Guisa avevano diversi problemi, decenni di guerra contro gli Asburgo avevano lasciato un debito interno di enormi proporzioni e per cominciare ad appianarlo i Guisa attuarono una politica economica draconiana che aumentò la loro impopolarità.

Essi decisero di cancellare le paghe dovute ai militari, agli ufficiali del re e di rinviare i pagamenti ai fornitori di corte, l’esercito venne ridotto e molti uomini si trovarono senza impiego. Il malcontento aumentò quando ci si avvide che tale riduzione di ranghi non aveva colpito i reggimenti comandati dagli amici dei Guisa o dai Guisa stessi. Sul fronte religioso la politica contro i protestanti continuò con diverse confische di beni e proprietà; il 2 dicembre 1559 il magistrato Anne du Bourg che aveva dato vita ad una polemica circa queste misure venne giustiziato alla Place de l’Hôtel-de-Ville. Alla fine un gruppo di protestanti deciso a fermare le persecuzioni si allearono con i Borbone dando luogo alla congiura di Amboise.

La perdita dei territori

Rispetto alla politica estera Francesco continuò sulle orme della Pace di Cateau-Cambrésis firmata dal padre nell’aprile 1559 e al prezzo di perdere parte della propria influenza in Europa la Francia continuò a restituire le terre che aveva conquistato nei 40 anni precedenti. Questo andò a tutto vantaggio dell’altra grande potenza continentale, la Spagna. Quando la suocera Maria di Guisa dovette fronteggiare una rivolta contro alcuni nobili scozzesi egli le inviò degli aiuti militari, ma inutilmente. Il Trattato di Edimburgo firmato nel luglio 1560 pose formalmente fine alla Auld Alliance anche se Maria Stuarda, una volta salita al trono, si rifiutò sempre di riconoscerlo. Entro la morte di Francesco i francesi avevano lasciato la Corsica, la Scozia, il Brasile, la Toscana, la Savoia e parte del Piemonte.

La pace di Cateau-Cambrésis che Francesco onorò durante il suo regno aveva posto fine a 40 anni di guerre fra i francesi e gli Asburgo e fu con un certo stupore che gli spagnoli abbandonarono veramente i territori da loro conquistati. Da parte sua Filippo II di Spagna si dimostrò alquanto restio a restituire ai francesi alcuni territori situati nel nord-est del regno. In merito a questo sorsero alcune dispute, specie nei territori interessati, ma dopo pochi mesi Francesco riuscì ad ottenere quanto gli spettava. Nello stesso tempo il governo doveva pagare o negoziare dei risarcimenti per coloro che avevano perso i loro beni a causa della guerra e venne anche trovato un accordo per tutti i prigionieri di guerra che erano ancora in mano alla Francia e alla Spagna. Molti di loro erano piccoli nobili che non erano in grado di pagare il riscatto, mentre i prigionieri comuni vennero rilasciati ed impiegati come rematori sulle galle regie.

Riguardo alla Scozia si apriva un altro capitolo: il matrimonio di Francesco e Maria aveva unito i due regni e una clausola segreta asseriva che nel caso la coppia non avesse avuto figli la Scozia sarebbe divenuta comunque parte dei domini francesi. A causa del controllo dei francesi sui loro affari interni un gruppo di nobili si sollevò costringendo Maria di Guisa ed i suoi consiglieri francesi a lasciare Edimburgo nel maggio 1559. Maria chiese alla figlia e al genero l’invio di alcune truppe, la richiesta venne esaudita e la rivolta venne sedata entro la fine dell’anno. La cosa sarebbe anche potuta finire lì se Elisabetta d’Inghilterra non avesse deciso di schierarsi con gli scozzesi poiché era ancora risentita per il fatto che i due avessero messo sul loro stemma anche le insegne inglesi, rivendicando così il diritto di Maria alla successione sul trono inglese.

Nel gennaio 1560 truppe inglesi bloccarono il porto di Leith mentre quelle francesi furono costrette a ripiegare al loro quartier generale, in aprile circa 9.000 uomini, fra fanti e cavalieri, giunse per porre sotto assedio la città. Per quanto i militari inglesi non fossero numerossisimi la situazione piuttosto turbolenta in Francia impediva a Francesco di inviare ulteriori aiuti e quando il vescovo Jean de Montluc venne mandato a negoziare all’arrivo in Scozia venne trattato come un prigioniero. La stessa Maria di Guisa si trovava pressoché prigioniera nel castello di Edimburgo ed egli fu costretto a negoziare una pace poco vantaggiosa per la Francia: il 6 luglio 1560 il Trattato di Edimburgo pose fine all’occupazione francese sulla Scozia e alla Auld Alliance.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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