Washington George

1732 - 1799

Washington George
Nazione: USA
Settore: Storia

ID: 2587

Quotazioni

A (autografo): S3 (da 501 a 1000 €)

AML (lettera manoscritta firmata): S4 (da 1001 a 3000 €)

APL (autografo su foto o libro): S3 (da 501 a 1000 €)

Quotazioni indicative.

George Washington (Bridges Creek, 22 febbraio 1732 – Mount Vernon, 14 dicembre 1799) è stato un politico e militare statunitense.

Fu comandante in capo dell’Esercito continentale durante tutta la guerra di indipendenza americana (1775-1783) ed è divenuto in seguito il primo Presidente degli Stati Uniti d’America (1789-1797). È considerato uno dei grandi padri fondatori della nazione,e il suo volto è ritratto sul Monte Rushmore insieme a quello di Abramo Lincoln, Thomas Jefferson e Theodore Roosevelt. Ha anche ricoperto la carica di presidente nel 1787 della Convenzione per la Costituzione.

Biografia

Gioventù

Washington nel 1775 con la divisa dell'Esercito continentale.

Washington nel 1775 con la divisa dell’Esercito continentale.

George Washington nacque a Bridges Creek, il 22 febbraio 1732, in una famiglia abbastanza benestante. Il padre, Augustine Washington, originario della città inglese di Sulgrave (un suo avo emigrò in Virginia nel 1657), il quale aveva sposato in seconde nozze Mary Ball Washington, era un proprietario terriero che morì prematuramente quando George aveva soli 12 anni. Furono quindi la madre Mary Ball e il fratello Lawrence a provvedere all’educazione del giovane George Washington dopo la morte del padre, il quale fino ad allora si era preso l’onere di questo compito.

Fino all’età di 15 anni Washington frequentò la scuola presso Williamsburg dove ricevette una educazione di base. Ciò nonostante si dimostrò subito molto portato per le materie scientifiche, fatto che lo spinse probabilmente ad intraprendere gli studi di geometra-agrimensore. Dal 1749 in poi lavorò per un certo periodo come agrimensore nei pressi di Shenandoah in Pennsylvania. Del suo lavoro come perito ci sono state tramandate alcune carte topografiche da lui compilate nel corso dei suoi lavori. Durante questo periodo Washington accumulò esperienze importanti per quanto riguarda l’organizzazione e l’interazione tra le persone, ma fece anche la conoscenza di persone influenti.
Tra queste si distinse la figlia del ricco terriero Fairfax, Sarah Cary Fairfax nota anche con il nome di Sally Fairfax, che non solo ebbe molta influenza su molte decisioni di Washington e sulla sua istruzione, ma che fu probabilmente la sua più intima amica per tutta la sua vita. Washington infatti non aveva goduto di una educazione particolarmente raffinata, fatto che gli procurò non pochi problemi negli ambienti dell’aristocrazia di quel tempo. Consapevole di questa pecca la famiglia Fairfax, che vedeva il giovane George come un membro della famiglia, investì molto nell’educazione di Washington spronandolo a cimentarsi con i testi dei filosofi latini e curando soprattutto la sua preparazione nelle materie umanistiche.

Sempre durante questo periodo nacque in lui l’ambizione di divenire un grande proprietario terriero, motivo per il quale nel 1752 acquistò la sua prima proprietà. Nel corso dello stesso anno suo fratello, Lawrence Washington, sposò Anne Fairfax, sorella maggiore di Sally Fairfax, facendo diventare George, a buon titolo, un membro della famiglia Fairfax. Alcuni mesi dopo il matrimonio però, Lawrence si ammalò di tubercolosi e morì nel giro di poche settimane. George Washington ereditò così la proprietà di famiglia a Mount Vernon che si estendeva su ben 2126 acri e sempre nello stesso anno si arruolò nella milizia della Virginia che difendeva le colonie dagli attacchi degli indiani e dei francesi (guerra franco-indiana).

Poiché veniva da una famiglia abbastanza agiata ottenne il grado di maggiore. Dopo la morte del fratello Lawrence, George instaurò un’amicizia molto stretta con Sally Fairfax, al quale fece seguito un frequente scambio di lettere negli anni a venire. Tuttavia i contenuti di queste lettere sono a tutt’oggi in larga parte ignoti, dal momento che Washington, dopo aver letto le lettere, per paura di cadere vittima di pettegolezzi, le bruciava. Questa corrispondenza durerà fino a 25 anni dopo il loro ultimo incontro avvenuto nel 1773, prima che Sally Fairfax lasciasse l’America per trasferirsi in Inghilterra.

La storia militare di Washington

George Washington ritratto da Trumbull nel 1780.

George Washington ritratto da Trumbull nel 1780.

Con l’arrivo dalla madrepatria del generale Edward Braddock, il giovane George Washington fu nominato aiutante di campo. Questa esperienza fu probabilmente fondamentale per Washington che iniziò qui a sentirsi come un “americano” e non un inglese, cittadino di una madrepatria lontana che non aveva mai neanche visto. In uno scontro armato il generale Braddock fu ferito e l’assemblea della Virginia affidò a Washington la difesa della frontiera. Ottenne il grado di colonnello e a soli 23 anni aveva dunque già una notevole esperienza militare. A cavallo tra il 1753 ed il 1754 fu successivamente incaricato dal vicegovernatore della Virginia Robert Dinwiddie a partecipare alla Ohio Company, una spedizione di miliziani che aveva come missione quella di contrastare l’espansione dei domini francesi nell’area dei grandi laghi. Dopo che questa iniziativa fu clamorosamente fallita Dinwiddie lo mise al comando di una piccola unità di miliziani con il compito di controllare le attività dei francesi lungo la frontiera della Virginia. Durante quel periodo Washington fece erigere una serie di forti lungo la linea di confine. Nel maggio del 1754 l’unità di miliziani di Washington fu coinvolta nei pressi di Jumonville in uno scontro a fuoco con dei soldati francesi e in quella occasione un ufficiale francese fu ucciso. Nonostante la vittoria iniziale il forte nel quale si trovava Washington fu assediato dai francesi e i miliziani furono costretti ad arrendersi e ad evacuare il forte, che passò dunque in mano francese. Tale evento fu quindi anche la causa della guerra tra la Francia e le Colonie inglesi in America, nota non solo come guerra dei sette anni, ma anche con il nome di guerra franco-indiana che durò dal 1756 fino al 1763.

Dopo questa esperienza Washington partecipò anche alla battaglia del Monongahela, dove, nonostante la sconfitta subita, dimostrò sangue freddo e notevoli capacità di coordinamento, senza mostrare segni di nervosismo anche dopo che tre cavalli, sui quali era salito in sella, erano stati uccisi nel corso della battaglia. Nel 1758 ebbe infine un ruolo centrale nella cattura del forte francese di Duquesne, nei pressi dell’odierna Pittsburgh e nel 1759 fu congedato su sua richiesta dal servizio nella milizia.

La carriera politica di George Washington

La guerra di indipendenza

George Washington e il marchese La Fayette ritratti da John Ward Dunsmore.

George Washington e il marchese La Fayette ritratti da John Ward Dunsmore.

Eletto nel Parlamento della Virginia, conobbe fra gli altri Thomas Jefferson e udì i dibattiti sulle divergenze fra Gran Bretagna e colonie d’oltremare. Nel 1774, dopo i drammatici fatti del porto di Boston, Washington fu nominato dal governatore del Maryland Thomas Jefferson deputato del congresso continentale e l’anno seguente (il 15 giugno 1775), su richiesta dello stesso presidente del congresso continentale John Hancock, fu nominato comandante supremo delle forze indipendentiste.

Nonostante avesse una certa esperienza con la milizia della Virginia, il futuro presidente disponeva di un esercito mal preparato, poco professionale e decisamente inferiore all’esercito inglese, fatto che indusse inizialmente i generali inglesi a sottovalutare le potenzialità degli avversari. Ciò nonostante Washington non fu mai un grande stratega, fu semmai un grande organizzatore, capace di impiegare bene le risorse a sua disposizione riorganizzando la milizia in modo efficiente.

Consapevole di trovarsi di fronte ad un nemico meglio equipaggiato e addestrato, Washington evitò gli scontri in campo aperto, nei quali avrebbe probabilmente avuto la peggio ma logorò gli inglesi con attacchi a sorpresa. Per ben sette anni riuscì a tenere unito l’esercito indipendentista e durante questo periodo si diede molto da fare per migliorare l’equipaggiamento del suo esercito chiedendo ripetutamente nuovi fondi al congresso continentale.

Dopo aver assunto il comando dell’esercito continentale nel luglio del 1775, dovette affrontare il problema di una cronica carenza di polvere da sparo, che rischiò di mettere in serie difficoltà il suo esercito. Dopo aver richiesto lo stanziamento di nuovi fondi al congresso, furono effettuati alcuni attacchi ad arsenali inglesi, alcuni dei quali situati anche nei Caraibi. In seguito a partire dal 1776 gran parte della polvere da sparo utilizzata dai coloni americani contro gli inglesi provenne dalla Francia.

Per quanto riguarda la scelta del suo staff e delle persone che lo assistevano George Washington era particolarmente pignolo. Da quanto riferito, pretendeva dalle persone che lo circondavano grande autocontrollo e grande disciplina, anche se in caso di necessità non esitava a ricorrere all’aiuto di persone quali il generale prussiano Friedrich Wilhelm von Steuben, Richard Gridley, Horatio Gates o Artemas Ward, che dal suo punto di vista per un motivo o per l’altro non vantavano queste qualità.

Dopo aver resistito con successo agli inglesi ed aver riportato una sconfitta di stretta misura in seguito alla Battaglia di Bunker Hill (Boston) e aver subìto poi un vero rovescio nella battaglia di Long Island nel 1776 fu costretto a fare arretrare le truppe nei pressi di Valley Forge al di fuori della portata delle truppe inglesi. Il 26 dicembre 1776 attraversò quindi alla testa dei suoi uomini il fiume Delaware, sconfiggendo le truppe inglesi a Trenton in New Jersey, mentre l’anno seguente il generale Horatio Gates e il comandante della milizia Benedict Arnold sconfissero gli inglesi nella battaglia di Saratoga, dando l’opportunità ai coloni di guadagnarsi il riconoscimento politico della Francia, che garantirà in seguito un sostegno importante alle forze della milizia.

Nel 1781 Washington riuscì infine con l’aiuto delle truppe francesi, condotte dal marchese La Fayette, a sconfiggere le truppe del generale inglese Charles Cornwallis nella battaglia di Yorktown, ponendo di fatto fine alle ambizioni inglesi di dominio delle 13 colonie. Nel trattato di Parigi del 1783 la corona inglese riconobbe l’indipendenza delle colonie ponendo così fine alla cosiddetta guerra di indipendenza americana.

La Presidenza

Immagine di George Washington su una banconota da un dollaro.

Immagine di George Washington su una banconota da un dollaro.

Dopo la ratifica della costituzione americana da parte di tutti i tredici stati federali, il collegio Elettorale degli Stati Uniti d’America avviò la procedura per la prima elezione del presidente. Il 4 febbraio 1789 George Washington divenne così il primo presidente degli Stati Uniti d’America e fu l’unico nella storia degli Stati Uniti ad essere eletto senza un unico voto contrario. Dopo essere stato confermato dal senato come nuovo presidente, Washington si recò a New York, presso la Federal Hall, dove gli vennero conferiti ufficialmente i poteri di presidente degli Stati Uniti ed il 30 aprile 1789, otto giorni dopo la conferma del senato, prestò il giuramento sul balcone della Federal Hall.

In seguito il 1º Congresso degli Stati Uniti d’America stabilì per il presidente uno stipendio annuo di 25.000 dollari (una somma ingente per l’epoca). Washington, già benestante, rinunciò al compenso. Tuttavia, dopo insistenze del Congresso, alla fine lo accettò in quanto non si voleva dare l’impressione che solo persone di censo elevato potessero accedere alla presidenza.

Non essendovi precedenti Washington dovette stabilire tutti i cerimoniali relativi al suo servizio che poi sarebbero stati adottati dai suoi successori. Una delle sue preoccupazioni era quella di non adottare procedure che ricordassero le corti reali europee ma che meglio si adattassero ad una democrazia. Ad esempio decise di utilizzare per sé stesso il titolo di “Mr. President” (Signor Presidente) rispetto ad altre alternative più pompose.

Fu subito chiaro sia a Washington che al suo staff che il suo mandato sarebbe stato con tutta probabilità uno dei mandati più importanti se non il più importante nella storia degli Stati Uniti. Le decisioni prese da Washington furono quindi assunte in modo particolarmente prudente e oculato, sapendo che il suo operato sarebbe servito da esempio ai futuri presidenti.

Per quanto riguarda invece la sua famiglia, la nomina a presidente fu una delusione soprattutto per sua moglie Martha che era convinta di tornare a fare la vita che faceva prima della guerra di indipendenza. Ciò nonostante, ella svolse in modo più che egregio il suo compito di First Lady, intrattenendo gli ospiti e organizzando le formalità nei ricevimenti, quando suo marito era troppo preso dalle faccende politiche.

Il 25 febbraio 1789 si riunì per la prima volta il neoeletto gabinetto per discutere le politiche da mettere in atto per quanto riguarda la politica interna e la politica degli esteri.

Gli anni dopo il ritiro dalla scena politica

Vita privata

Al riguardo della sua vita privata non c’è molto da dire in quanto tutti gli anni più importanti della sua vita, Washington li dedicò al servizio alla nazione, lasciando poco tempo per la sua vita privata. Ciò nonostante su alcune vicende che lo riguardano circolano degli interessanti aneddoti.

Primo tra tutti un aneddoto che dovrebbe dimostrare l’onestà del giovane Washington, e che fu pubblicato da un pastore anglicano di nome Mason Weems in un libro per bambini. Secondo quanto riferito il giovane Washington avrebbe abbattuto all’età di otto anni un ciliegio del padre per provare l’ascia ricevuta in regalo il giorno prima. Una volta abbattuto l’albero, il padre, accortosi che il ciliegio era stato tagliato, avrebbe chiesto al figlio chi lo avesse fatto. Washington replicò semplicemente: “I can not tell a lie, it was me who chopped down the cherry tree” (letteralmente: “non posso mentire, sono stato io ad abbattere il ciliegio”).

Altrettanto famosa è la vastissima collezione di dentiere che il presidente si fece fare, in quanto già dal ventiquattresimo anno di vita in poi cominciò a perdere in modo sistematico tutti i denti, fatto che probabilmente è imputabile alla dieta ricca di zuccheri dell’epoca. Sembra inoltre che all’epoca della sua nomina a presidente avesse ormai solamente un unico dente, mentre tutti gli altri gli erano stati asportati a causa delle diverse carie. A tutto ciò si aggiunse anche il fatto che Washington non era di costituzione robusta, e che da bambino aveva sofferto sia di difterite che di tubercolosi.

Infine per quanto riguarda il suo operato, egli stesso non lo definì mai come un privilegio, bensì come un dovere, al quale si sarebbe sottratto volentieri. Contrariamente a molti dei suoi successori Washington non fu mai un uomo di popolo ma tenne sempre le distanze dalle grandi folle.

La massoneria

George Washington fu anche uno dei principali esponenti della massoneria in America durante il suo periodo. Fu iniziato il 4 novembre 1752 nella Loggia “Fredericksburg” in Virginia, e divenne Maestro il 4 agosto 1753. Nel 1779 gli fu proposto il titolo di “Primo Worshipful Master” (Gran Maestro) della neonata Gran Loggia per tutti i Paesi del Commonwealth, proposta in un’assemblea delle logge della Virginia, ma egli rifiutò la carica perché preferì occuparsi dei problemi militari.

Nell’aprile del 1788 fu eletto Maestro Venerabile della Loggia di Alexandria, in Virginia, nei pressi di Washington DC, e il 30 aprile 1789 gli fu conferito il titolo di Gran Maestro, carica che mantenne ed esercitò fino alla sua morte.

Gli ultimi anni di vita

Ritiratosi a Mount Vernon dopo aver abbandonato la scena pubblica definitivamente, George Washington morì nel dicembre 1799. Il 12 dicembre Washington fece una lunga ed estenuante ispezione alla sua fattoria nonostante le pessime condizioni meteorologiche di quei giorni, rimanendo esposto per molte ore al freddo e ad una pioggia ghiacciata. Rientrato a casa solo in tarda serata non cambiò neanche i suoi abiti fradici prima di cenare. Il giorno successivo Washington si svegliò con i sintomi di una forte influenza e con la febbre alta. La laringite che ne conseguì ed il peggioramento delle sue condizioni nei giorni successivi ne causarono la morte. La sera del 14 dicembre Washington morì in presenza del suo medico curante James Craik e del suo segretario personale Tobias Lear V.

Secondo alcuni medici contemporanei furono però proprio le cure di Craik a causarne la morte. I salassi effettuati ed il cloruro mercuroso somministratoli avrebbero causato una reazione di shock in seguito alla forte disidratazione. La morte sarebbe infine subentrata a causa di asfissia.

In seguito alla sua morte tutti i membri delle forze armate statunitensi portarono per un periodo di sei mesi una fascia nera al braccio in segno di lutto, mentre lo stesso Napoleone ordinò un periodo di dieci giorni di lutto in tutta la Francia.

Durante la sua vita aveva accumulato una certa fortuna, che fu valutata attorno al milione di dollari. Nella sua tenuta aveva anche molti schiavi neri, ma non ne vendette mai uno, né ne acquistò altri. Dopo la sua morte in suo onore gli statunitensi costruirono, non lontano da Mount Vernon, la nuova capitale della nazione, a cui fu dato il suo nome.
Washington venne sepolto proprio presso Mount Vernon.

 

 

 

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