Jeanbon Saint André

1749 - 1813

Jeanbon Saint André

ID: 4074

Quotazioni

A (autografo): S1 (da 0 a 100 €)

AML (lettera manoscritta firmata): S2 (da 101 a 500 €)

APL (autografo su foto o libro): S1 (da 0 a 100 €)

Quotazioni indicative.

André Jeanbon Saint André (Montauban, 25 febbraio 1749 – Magonza, 10 dicembre 1813) è stato un politico e rivoluzionario francese.

Biografia

André Jeanbon, chiamato Jean-Bon Saint-André o Jeanbon Saint André, nato a Montauban il 25 febbraio 1749, morto a Magonza il 10 dicembre 1813, era un pastore luterano, un rivoluzionario, un uomo politico e membro della Massoneria francese.

Prima della Rivoluzione

Di famiglia protestante, figlio di un cardatore tessitore di filati, educato dai Gesuiti, dai quali viene ritirato da suo padre calvinista, ha studiato alla scuola di navigazione a Bordeaux, si arruola nella Marina mercantile, raggiungendo il grado di ufficiale e diventa capitano. Dopo tre naufragi e la perdita dei suoi risparmi, abbandonata la Marina, studia Teologia a Ginevra e diventa parroco a Castres nel 1773; è costretto a dimettersi nel 1782 dopo un contrasto col Concistoro protestante di Castres, riprende il suo ministero a Montauban nel 1788, dove presiede la Société des Amis de la Constitution, un club Giacobino, all’inizio della Rivoluzione nel 1789.

Durante la Rivoluzione

Fallisce l’elezione all’Assemblea legislativa nel 1791, ma entra nel consiglio municipale.

Eletto, 4º su 9 candidati, deputato del Dipartimento del Lot (Midi-Pirenei) alla Convenzione nazionale il 6 settembre 1792, Jeanbon lascia i suoi amici Giacobini per raggiungere Parigi, dove all’inizio siede a destra in compagnia dei suoi amici Girondini. Ma poco a poco si dissocia e presto raggiunge le file dei Montagnardi. Il 12 ottobre 1792, completa la sua evoluzione pronunciandosi contro i Girondini, che attaccano la Commune di Parigi e domanda il rafforzamento della guardia della Convenzione. Nel gennaio 1793, vota per la morte di Luigi XVI senza appello né rinvio, perché afferma: « un roi par cela seul qu’il est roi, est coupable envers l’humanité, car la royauté même est un crime» (“un re, solo perché è re è colpevole verso l’umanità, perché il regno è di per sé un crimine“).

Davanti ai pericoli che corre la Repubblica, con la guerra contro le monarchie coalizzate, e la guerra civile scatenata dai realisti, in Vandea, e per le insurrezioni federaliste, ha sostenuto l’unione della Convenzione con il popolo contro i suoi nemici.

E ‘contro il perseguimento degli assassini responsabili dei massacri di settembre 1792, perché « une grande révolution ne peut s’opérer que par des évènements de toute nature » (“una grande rivoluzione può aver luogo solo da eventi di ogni genere”).

È uno dei promotori e sostenitore della creazione del Tribunale rivoluzionario.

Viene inviato nei Dipartimenti del Lot e in Dordogna per accelerare la leva di 300 000 uomini e, al suo ritorno, assiste all’agonia dei Girondini.

È presidente della Convenzione dall’11 al 25 luglio 1793. Il 10 luglio 1793 entra nel Comitato di salute pubblica, dove è responsabile della Marina nazionale.

Incaricato, in quanto Presidente della Convenzione, di pronunciare l’elogio funebre di Jean-Paul Marat, si esprime con una freddezza che dimostra chiaramente la sua poca simpatia per la vittima di Charlotte Corday. La maggior parte del tempo in missione, si mantiene fuori dagli scontri tra le fazioni.

Inizialmente inviato in missione presso le armate dell’Est, come membro della Convenzione fu ben presto responsabile per la riorganizzazione della marina, minata dalla insubordinazione. A Brest, dove è Rappresentante in missione dal settembre 1793 a maggio 1794, ha ripristinato la disciplina con misure molto severe, con il collega Prieur de la Marne, e quindi partecipa, sul mare, alle operazioni di Villaret de Joyeuse contro gli inglesi; Jeanbon partecipa così in mare alla battaglia del 13 pratile anno II al largo d’Ouessant il 1º giugno 1794 (famoso per la resistenza della nave Vengeur du Peuple) a bordo del vascello Montagne, insieme con il suo Contrammiraglio.

In missione durante la caduta di Robespierre il 9 Termidoro anno II (27 luglio 1794), che egli disapprova, viene sostituito da un Termidoriano in seno al Comitato di salute pubblica, col pretesto che la carica costituisce impedimento alle sue missioni nelle province. Infatti, dal luglio 1794 al marzo 1795, Jeanbon è incaricato di una nuova missione nei Dipartimenti marittimi del Midi, specialmente Tolone, dove mostra le stesse qualità di eccellente amministratore.

Mentre il terrore bianco imperversava in Francia, fu arrestato il 28 maggio 1795 (9 pratile anno III) nella reazione che seguì alla insurrezione del 12 germinale e quella del 1 pratile. Tuttavia, dopo l’adozione della Costituzione dell’anno III, il 24 settembre 1795 e il fallimento dell’insurrezione dei monarchici del 13 vendemmiaio, una legge di amnistia generale « pour les faits proprement relatifs à la Révolution » (“per i fatti riferibili alla rivoluzione”) (dalla quale sono esclusi gli Émigré, i deportati, gli accusati dell’insurrezione del Vendemmiaio e i contraffattori – falsari) è votata il 26 ottobre 1795, e Jeambon viene rilasciato il 29 ottobre.

Il Direttorio lo nomina poi console generale a Algeri, poi a Smirne nel 1798. Quando l’Impero ottomano rompe con la Francia, viene arrestato e trascorre tre anni in prigionia, dal 1798 fino al 1801.

Durante il Consolato e il Primo Impero

Tomba del barone di Saint-André a Magonza

Dopo la sua liberazione, Napoleone Bonaparte lo nomina commissario generale dei tre dipartimenti della riva sinistra del Reno, nel dicembre 1801, poi prefetto del Dipartimento di Mont-Tonnerre (Donnesberg) a Magonza nel settembre 1802, dove ha confermato la sua fama come eccellente amministratore. Come segno di apprezzamento dei suoi servigi, Napoleone lo fa cavaliere della Legion d’Onore nel 1804, poi barone dell’Impero, barone di Saint-André nel 1809. Muore di tifo nel 1813. È sepolto nel cimitero principale di Magonza.

Massone attivo, “Jean Bon de Saint André” fu il primo “Maestro Venerabile” della Loggia « Amici dell’Unione » a Magonza, fondata nel 1803, che esiste ancora oggi in questa città sotto il nome di « Die Freunde Zur Eintracht ».

 

Translate