Le Rond D’Alembert Jean Baptiste

1717 - 1783

Le Rond D’Alembert Jean Baptiste
Nazione: Francia
Settore: Letteratura

ID: 3431

Quotazioni

A (autografo): S1 (da 0 a 100 €)

AML (lettera manoscritta firmata): S2 (da 101 a 500 €)

APL (autografo su foto o libro): S2 (da 101 a 500 €)

Quotazioni indicative.

Autografi

Jean-Baptiste Le Rond d’Alembert  (Parigi, 16 novembre 1717 – Parigi, 29 ottobre 1783) è stato un enciclopedista, matematico, fisico, filosofo e astronomo francese, tra i più importanti protagonisti dell’Illuminismo.

Biografia

Infanzia

Frutto di un amore illegittimo tra la marchesa Claudine Guérin de Tencin, scrittrice, e il cavaliere Louis-Camus Destouches, generale d’artiglieria, d’Alembert nacque il 16 novembre 1717 a Parigi. Destouches era all’estero al momento della nascita di d’Alembert che, un paio di giorni più tardi, fu abbandonato dalla madre sui gradini della cappella di Saint-Jean-le-Rond di Parigi, attinente alla torre nord della cattedrale di Notre-Dame. Come voleva la tradizione, venne chiamato con il nome del santo protettore della cappella e divenne Jean le Rond.

Messo dapprima in orfanotrofio, trovò presto una famiglia di adozione: venne preso in affidamento dalla moglie di un vetraio. Il cavaliere Destouches, anche se non ne riconobbe ufficialmente la paternità, vegliò segretamente sulla sua educazione e gli accordò una rendita.

Studi

All’inizio, d’Alembert frequentò una scuola privata. Il cavaliere Destouches, alla sua morte avvenuta nel 1726, gli lasciò un’annualità di 1200 libbre. Sotto l’influenza della famiglia Destouches, all’età di dodici anni d’Alembert entrò nel collegio giansenista delle Quattro Nazioni(detto anche collegio Mazarino) dove studiò filosofia, diritto e belle arti, conseguendo il baccalauréat nel 1735.

Negli anni successivi, d’Alembert derise i princìpi cartesiani che gli erano stati impartiti dai giansenisti: «premozione fisica, idee innate e i vortici». I giansenisti orientarono d’Alembert verso una carriera ecclesiastica, cercando di dissuaderlo dal perseguire la poesia e la matematica. Tuttavia, la teologia era per lui «foraggio piuttosto inconsistente». Frequentò la scuola di legge per due anni, diventando avvocato nel 1738.

In seguito si interessò alla medicina e alla matematica. All’inizio si iscrisse a questi corsi con il nome di Daremberg, poi lo cambiò in d’Alembert, nome che conservò per il resto dei suoi giorni.

Carriera

Nel luglio 1739 presentò il suo primo contributo nel campo della matematica, evidenziando gli errori che aveva riscontrato ne L’analyse démontrée di Charles René Reynaud, libro pubblicato nel 1708, in una comunicazione indirizzata all’ Académie des Sciences. All’epocaL’analyse démontrée era un’opera classica, sulla quale d’Alembert stesso aveva studiato le basi della matematica.

Nel 1740 propose il suo secondo lavoro scientifico nel campo della meccanica dei fluidi: Mémoire sur le refraction des corps solides, che venne riconosciuto da Clairaut. In quest’opera d’Alembert spiegò teoricamente la rifrazione. Inoltre, espose quello che oggi viene chiamato il paradosso di d’Alembert: la resistenza al moto esercitata su di un corpo immerso in un fluido non viscoso e incomprimibile è uguale a zero.

La celebrità ottenuta con il suo lavoro sul calcolo integrale gli permise di entrare all ‘Académie des Sciences nel 1741 all’età di 24 anni; entrò poi all’Accademia di Berlino a 28 anni, per un lavoro sulla causa dei venti. Federico II gli offrì per ben due volte la presidenza dell’Accademia di Berlino, ma d’Alembert, per il suo carattere schivo e riservato, rifiutò sempre, preferendo la tranquillità dei suoi studi.

Nel 1743 pubblicò il Traité de dynamique nel quale espose il risultato delle sue ricerche sulla quantità di movimento.

Fu assiduo frequentatore di vari salotti parigini, come quello della marchesa Thérèse Rodet Geoffrin, quello della marchesa du Deffand e, soprattutto, quello di Mademoiselle de Lespinasse. Fu qui che incontrò Denis Diderot nel 1746, il quale lo reclutò per il progetto dell’Encyclopédie; l’anno seguente intrapresero insieme la direzione del progetto. D’Alembert si prese carico delle sezioni riguardanti la matematica e le scienze.

Nel 1751, dopo cinque anni di lavoro da parte di oltre duecento collaboratori, apparve il primo tomo dell’ Encyclopédie. Il progetto proseguì finché una serie di problemi lo interruppero temporaneamente nel 1757. D’Alembert scrisse oltre un migliaio di articoli, oltre al famosissimo Discorso preliminare (1751), compendio dell’enciclopedismo illuministico; in esso si ravvisano anche quegli elementi di empirismo sensistico, derivanti da Francesco Bacone e da John Locke, che d’Alembert avrebbe poi divulgato negli Éléments de philosophie (1759). L’articolo dell’Encyclopédie su Ginevra provocò la reazione polemica di Rousseau (Lettre à d’Alembert sur les Spectacles, 1758), alla quale d’Alembert rispose con un suo scritto. Nel 1759, per divergenze con Diderot, d’Alembert abbandonò il progetto.

A fianco dell’attività scientifica, sviluppò anche una ricca attività di filosofo e di letterato: Mélanges de littérature, de philosophie et d’histoire, 1753; Réflexions sur la poésie et sur l’histoire, 1760; Éloges, 1787.

Nel 1754 d’Alembert venne eletto membro dell’Académie française e ne divenne segretario perpetuo il 9 aprile 1772.

Lasciò la famiglia adottiva nel 1765 per vivere un amore platonico con Julie de Lespinasse, la scrittrice e salonnière parigina con la quale convisse in un appartamento.

Fu grande amico di Joseph-Louis Lagrange che lo propose nel 1766 quale successore di Eulero all’Accademia di Berlino.

Suo grande rivale in matematica e in fisica all’Académie des Sciences fu Alexis Claude Clairaut.

D’Alembert era anche un esperto di latino degno di nota; nell’ultima parte della sua vita lavorò a una superba traduzione di Tacito, che gli valse ampi elogi tra cui quello di Diderot.

Nonostante i suoi enormi contributi nei campi della matematica e della fisica, d’Alembert è famoso anche per aver ipotizzato erroneamente, in Croix ou Pile, che la probabilità che il lancio di una moneta dia testa aumenta per ciascuna volta che il lancio dà come risultato croce. Nel gioco d’azzardo, la strategia di diminuire la puntata all’aumento delle vincite e di aumentare la puntata all’aumento delle perdite è perciò chiamata «sistema d’Alembert», un tipo di martingala.

In Francia, il teorema fondamentale dell’algebra è chiamato «teorema di d’Alembert-Gauss».

Creò inoltre un suo criterio per verificare se una serie numerica converge.

Intrattenne una corrispondenza di rilevanza scientifica, in particolare con Eulero e con Joseph-Louis Lagrange, ma solo parte di essa è stata preservata.

Come molti altri illuministi ed enciclopedisti, D’Alembert fu massone, membro della Loggia delle “Nove Sorelle” di Parigi, del Grande Oriente di Francia, nella quale fu iniziato anche Voltaire.

Soffrì di cattiva salute per molti anni e morì per una malattia alla vescica. Essendo un noto miscredente, d’Alembert venne seppellito in una tomba comune priva di lapide.

Fino alla sua morte, avvenuta nel 1783 a 66 anni, continuò i suoi lavori scientifici scomparendo al culmine della sua fama, prendendosi così una clamorosa rivincita sulla sua sfortunata nascita; fu sepolto senza funerali religiosi.

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