Leopoldo II del Belgio

1835 - 1909

Leopoldo II del Belgio
Nazione: Belgio
Settore: Storia

ID: 2578

Quotazioni

A (autografo): S3 (da 501 a 1000 €)

AML (lettera manoscritta firmata): S4 (da 1001 a 3000 €)

APL (autografo su foto o libro): S3 (da 501 a 1000 €)

Quotazioni indicative.

Leopoldo II del Belgio, in francese Léopold Louis Philippe Marie Victor de Saxe Cobourg-Gotha, in fiammingo Leopold Lodewijk Filips Maria Victor de Saxe Cobourg-Gotha (Bruxelles, 9 aprile 1835 – Bruxelles, 17 dicembre 1909), principe del Belgio, duca di Brabante, fu re dei Belgi dal 10 dicembre 1865 fino alla sua morte.

Ricordato prevalentemente per la fondazione e la brutale amministrazione dello stato del Congo, progetto che egli portò avanti quasi da privato cittadino. Si rivolse ad Henry Morton Stanley per aiutarlo nella gestione dello stato ed alla Conferenza di Berlino del 1884-1885, il Belgio fu in grado di presenziare col proprio impero coloniale in continua espansione, nella totale mancanza di rispetto dei costumi e delle tradizioni locali.

Leopoldo estrasse una grande fortuna dal Congo, inizialmente con l’esportazione di avorio, poi forzando la popolazione locale a trarre gomma dalle piante. Interi villaggi vennero requisiti per farne luoghi di deposito e lavorazione della gomma stessa, causando la morte di 10 milioni di congolesi su un totale di 25 milioni. La scandalosa amministrazione del Congo da parte di Leopoldo II viene ancora oggi ricordata come uno dei crimini internazionali più infamanti del XX secolo e lo stesso sovrano venne poi costretto a cedere la sovranità dello stato e la sua amministrazione al governo belga che resse la colonia ancora per mezzo secolo.

Biografia

I primi anni e l’inizio della carriera pubblica

Leopoldo, 1844Figlio secondogenito di Leopoldo I del Belgio e della sua seconda moglie, la principessa francese Luisa d’Orléans, figlia del re Luigi Filippo di Francia, Leopoldo II nacque a Bruxelles il 9 aprile 1835. Suo fratello maggiore, Luigi Filippo, morì dopo pochi mesi dalla nascita nel 1834 e pertanto Leopoldo divenne erede al trono. All’età di 9 anni egli ottenne il titolo di duca di Brabante. Pur non affrontando direttamente in Belgio i problemi della rivoluzione del 1848, Leopoldo assistette impotente alla caduta di suo nonno Luigi Filippo dal trono francese ed il suo successivo rifugio in Inghilterra, per influenza del padre di Leopoldo, all’epoca re del neonato Belgio.

La carriera pubblica di Leopoldo ebbe inizio nel 1855 quando divenne membro del Senato belga, evidenziando ben presto un punto critico per l’epoca per uno Stato da poco formatosi come il Belgio e che voleva esaltare la propria rinnovata potenza al pari delle altre potenze europee: la mancanza di un impero coloniale, obbiettivo che sarà il punto focale di tutta quanta la sua reggenza poi anche come sovrano. Durante un suo viaggio in Grecia, esplicitò questo pensiero inviando al padre un prezioso marmo antico sul quale aveva inciso sul retro “al Belgio serve una colonia”, quasi a provare le ricchezze che potevano trovarsi nell’istituire un impero coloniale.

A Bruxelles, il 22 agosto 1853, Leopoldo sposò Maria Enrichetta d’Asburgo-Lorena, figlia dell’arciduca Giuseppe Antonio Giovanni d’Asburgo-Lorena. Per quanto giudicata una delle più belle principesse d’Europa, il matrimonio con Maria Enrichetta non fu per Leopoldo un motivo di orgoglio, da un lato per l’eccessiva riservatezza e timidezza della moglie, dall’altro per la sua personale inclinazione alla poca espansività.

Il regno

Nel 1865, alla morte del padre, Leopoldo II ascese al trono belga. Sebbene fosse avverso al partito cattolico al governo, in politica interna intervenne solo dal punto di vista militare, per garantire la storica neutralità del Belgio in un periodo di coalizioni opposte dai grandi stati europei, ciò valse al paese una certa prosperità.

Il periodo del suo regno fu segnato dalla moderazione negli affari interni: il partito liberale che resse il governo del Belgio dal 1857 al 1880 portò avanti la legge Frère-Orban nel 1879, la quale gradualmente laicizzò la scuola dall’influsso del cattolicesimo romano. Nel 1880 il partito cattolico ottenne la maggioranza e per i quattro anni successivi le scuole cattoliche vennero quasi completamente restaurate. Fu il partito laburista che dal 1885 avviò le riforme più radicali, rivedendo la costituzione e concedendo il suffragio universale maschile nel 1893. Grande attenzione durante questo periodo venne apposta al mondo del lavoro con la concessione del diritto di formare sindacati, età per l’ammissione dei bambini nelle fabbriche fissata a 12 anni, divieto di lavoro notturno per i bambini di età inferiore a 16 anni e divieto di lavoro sotterraneo (in particolare nelle miniere di carbone) per le donne sotto l’età di 21 anni. Oltre a questo vennero per la prima volta contemplati degli indennizzi per gli infortuni e la domenica divenne obbligatorio giorno di riposo delle attività produttive.

Con sommo dispiacere del sovrano, fu sempre il partito laburista a ridurre l’esercito belga, forgiandolo sul modello svizzero della Nazione armata dal 1909 con un decreto che stabiliva un reclutamento nell’esercito su base volontaria e attraverso il sorteggio (con la possibilità di essere anche sostituiti mediante il pagamento di una corrispettiva somma in denaro). Nel 1909 questo sistema venne sostituito, e fu prevista la leva obbligatoria di un figlio per ciascun nucleo famigliare. In una lettera a suo fratello, il conte delle Fiandre, nel 1888, Leopoldo II scrisse a tal proposito: “il paese deve essere forte e prospero, e pertanto avere opportunità di essere un bel luogo ove vivere e tranquillo”. Terrorizzato dalla debolezza che il Belgio aveva a livello militare, ottenne lo strappo alla regola di costruire fortificazioni per la sicurezza dello stato a Liegi, Namur ed Anversa.

Leopoldo, duca di Brabante.

Leopoldo, duca di Brabante.

Personalmente, Leopoldo iniziò ad interessarsi attivamente alla causa del colonialismo a favore del Belgio dal 1866 quando inviò un ambasciatore a Madrid per discutere con la regina Isabella II di Spagna per una possibile cessione delle Filippine al Belgio, causa che però non ebbe l’esito sperato. Quando nel 1868 Isabella II venne deposta dal suo ruolo di regina di Spagna, Leopoldo II tentò di acquisire nuovamente le Filippine ma anche in questo caso l’operazione fallì per mancanza di fondi. Fu a causa di questi iniziali insuccessi che le aspirazioni di Leopoldo si concentrarono essenzialmente sulla colonizzazione dell’Africa.

Dopo numerosi e fallimentari tentativi di acquisire ulteriori colonie in Asia, nel 1876 Leopoldo organizzò una compagnia privata con finti scopi scientifici e filantropici che chiamò Società Africana Internazionale o Associazione Internazionale per l’Esplorazione e la Civilizzazione del Congo. Nel 1878, sotto gli auspici di questa compagnia, ingaggiò il famoso esploratore Henry Stanley per formare una colonia nel Congo, un’area geografica settantasei volte più grande del Belgio e che venne istituita ufficialmente in colonia a partire dal 5 febbraio 1885.

Il colonialismo privato di Leopoldo II

Leopoldo credeva fermamente che le colonie d’oltremare fossero la chiave per la grandezza di un paese e lavorò instancabilmente per acquisire un territorio coloniale per il Belgio. Né il popolo belga né il governo belga, però, erano interessati a ciò, per cui Leopoldo iniziò a cercare un modo per acquisire una colonia da una posizione di privato cittadino.

Dopo un certo numero di progetti coloniali in Africa o Asia andati a vuoto, nel 1876 organizzò una compagnia commerciale privata camuffata da associazione scientifica e filantropica internazionale. Nel 1879, sotto gli auspici della compagnia commerciale, egli assunse, dopo il rifiuto opposto da Pietro Savorgnan di Brazzà, il famoso esploratore Henry Morton Stanley per stabilire una colonia nella regione del Congo. Parecchie manovre diplomatiche si ebbero alla Conferenza di Berlino del 1884–85, alla quale rappresentanti di tredici paesi europei e degli Stati Uniti riconobbero Leopoldo come sovrano della maggior parte dell’area che lui e Stanley rivendicavano. Il 5 febbraio 1885, il risultato fu lo Stato Libero del Congo (più tardi Congo Belga, poi Zaire, ed oggi Repubblica Democratica del Congo), che Leopoldo fu libero di controllare come un dominio personale.

Resoconti di sfruttamento selvaggio e diffuse violazioni dei diritti umani (incluse schiavitù e mutilazioni, eseguite queste ultime in particolare quando le produzioni della gomma non rispettavano i quantitativi richiesti) della popolazione nativa, specialmente nell’industria della gomma naturale (Caucciù o Ficus elastica), portarono alla nascita di un movimento internazionale di protesta già nei primi anni del Novecento. A peggiorare poi la situazione erano le frequenti epidemie di vaiolo e malattia del sonno che devastarono la popolazione a più riprese a partire dal 1896 uccidendo più di 5000 africani nel solo villaggio di Lukolela presso il fiume Congo. Stime sulle perdite umane oscillano fra i 3 e i 10 milioni di morti e molti storici considerano le atrocità commesse tali da costituire un genocidio. Alla fine, nel 1908, il parlamento belga costrinse il re a cedere lo Stato Libero del Congo al governo del Belgio, a partire dal 15 novembre di quell’anno. Gli storici del periodo tendono a dare un’immagine molto oscura di Leopoldo, a causa delle uccisioni di massa e delle violenze che si ebbero nel Congo: uno storico britannico disse che egli “fu un Attila in vesti moderne, e che sarebbe stato meglio per il mondo che non fosse mai nato” (dalla relazione di Roger Casement, console britannico in Congo). Il missionario John Harris di Baringa, ad esempio, fu così scioccato da ciò che vide in Congo che si fece coraggio per scrivere all’agente di Leopoldo nello stato riportando: “Sono appena tornato da un viaggio nella parte interna del paese, diretto al villaggio di Insongo Mboyo. La miseria più abbietta e l’abbandono totale di quelle terre sono indescrivibili. Pertanto mi sono rivolto a voi Eccellenza perché vi facciate promotore affinché tali atrocità abbiano fine e mi sono preso la libertà di promettere che in futuro punirete giustamente solo i criminali che abbiano commesso dei crimini”. Il Kaiser Guglielmo II di Germania una volta descrisse il suo reale collega come un “uomo completamente cattivo”.

Leopoldo II è ancora oggi sentito come una figura controversa nella Repubblica Democratica del Congo; nel 2005 la sua statua fu abbattuta solo poche ore dopo essere stata rieretta nella capitale, Kinshasa. Il ministro della cultura congolese, Christoph Muzungu, aveva deciso di reinstallare la statua, sostenendo che la gente dovrebbe vedere anche gli aspetti positivi del re oltre a

Leopoldo II in un ritratto del 1866.

Leopoldo II in un ritratto del 1866.

quelli negativi. Ma poche ore dopo essere stata eretta al centro di una rotatoria vicino alla stazione centrale di Kinshasa, la statua alta sei metri fu buttata giù di nuovo, senza spiegazioni.

Gli ultimi anni

Sulla scia delle spinte insurrezionaliste e regicide tra fine Ottocento e primi del Novecento, il 15 novembre 1902, l’anarchico italiano Gennaro Rubino tentò di assassinare Leopoldo che partecipava al corteo in memoria della moglie Maria Enrichetta da poco defunta. Dopo il passaggio della carrozza di Leopoldo, Rubino sparò tre colpi di pistola al re, mancandolo. Rubino venne arrestato poco dopo.

Leopoldo II decise di risposarsi tre giorni prima della sua morte, il 14 dicembre 1909, con Blanche Zélia Joséphine Delacroix, conosciuta anche col nome d’arte di Caroline, poi baronessa de Vaughan dalla quale aveva già avuto due figli mai riconosciuti. Erano però noti come il duca di Tervuren e il conte di Ravenstein e portarono il cognome del secondo marito della loro madre. Il secondo matrimonio del re destò un certo scalpore e non sarebbe risultato valido per la legge belga, ma fu comunque celebrato segretamente per volontà dello stesso sovrano al Palazzo Reale di Laeken a Bruxelles.

Il 17 dicembre 1909, Leopoldo II morì a Laeken e la sua salma fu poi sepolta nella cappella reale della chiesa di Nostra Signora di Laeken a Bruxelles, lasciando la corona al nipote Alberto dal momento che gli era premorto anche il fratello Filippo che era stato nominato suo erede alla morte dell’unico figlio maschio avuto dalla coppia reale.

Ascendenza

leopoldo II

 

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