Luigi XIV di Francia

1638 - 1715

Luigi XIV di Francia
Nazione: Francia
Settore: Storia

ID: 1600

Quotazioni

A (autografo): S4 (da 1001 a 3000 €)

AML (lettera manoscritta firmata): S5 (da 3001 € e oltre)

APL (autografo su foto o libro): S4 (da 1001 a 3000 €)

Quotazioni indicative.

Luigi XIV di Borbone, detto il Re Sole (Le Roi Soleil) o Luigi il Grande (Saint-Germain-en-Laye, 5 settembre 1638 – Versailles, 1º settembre 1715), fu il terzo re di Francia e di Navarra della casata dei Borbone; regnò per oltre settanta anni, dal 14 maggio 1643, quando aveva meno di cinque anni, fino alla morte nel 1715.

Per la sua durata, il regno di Luigi XIV è al 12º posto nella classifica dei regni più lunghi della Storia. Fu il primogenito di Luigi XIII (figlio di Enrico IV e di Maria de’ Medici) e di Anna d’Austria (figlia del re Filippo III di Spagna).

Rafforzò l’influenza della Francia in Europa e nel mondo, combattendo tre grandi conflitti; ma oltre che militarmente, la cultura francese fu sovrana in Europa durante il suo lungo regno. Convinto assertore di una monarchia di tipo assolutistico, regnò comunque sempre nell’interesse della Francia.

https://youtu.be/TNY85J_nANk

 

https://youtu.be/JByanPSjpDc

Biografia

Infanzia e la reggenza di Anna d’Austria

Luigi da bambino con la madre, Anna d'Austria

Luigi da bambino con la madre, Anna d’Austria

Figlio di Luigi XIII di Francia e di Anna d’Austria, nacque il 5 settembre 1638 nel castello di Saint-Germain-en-Laye. La nascita fu considerata eccezionale e miracolosa, essendo avvenuta dopo ventitré anni di matrimonio trascorsi senza che la regina avesse partorito alcun figlio o figlia, tanto che il padre gli conferì il nome di Luigi Deodato, poiché la sua venuta al mondo fu vista come una grazia del Cielo. Luigi XIII e sua moglie Anna ebbero inoltre un secondo figlio, Filippo, duca d’Orleans, nato nel 1640.

Aveva quasi cinque anni quando il re suo padre morì di infarto. Luigi ereditò il trono di Francia e fu nominata reggente come le subordinate, la madre, che gestì il potere assieme al Primo Ministro, il cardinale Mazzarino. Questi resse le sorti della Francia per molti anni e fu così influente che solo alla sua morte, avvenuta il 9 marzo 1661, Luigi poté assumere effettivamente i poteri.

Luigi XIII, però, prima di morire, si premurò che Anna non governasse da sola, come reggente per il figlio primogenito Luigi XIV, ma che si avvalesse di un consiglio di reggenza a cui venne comunque messa a capo sino a che il figlio non raggiunse la maggiore età.

La guerra franco-spagnola terminò nel 1659 con la Pace dei Pirenei, sancita dai trattati di Münster e Osnabrück ai quali lavorò lo stesso Mazzarino. Questa pace, tra le altre cose, assicurò l’indipendenza dell’Olanda dalla Spagna, diede maggiore autonomia ai principi del Sacro Romano Impero, rafforzando il Reichstag, e concesse alla Svezia il controllo delle foci dei fiumi Oder, Elba e Weser. Questo rimarcò l’apogeo della potenza svedese e l’influenza della Germania negli affari europei. A ogni modo fu la Francia a ottenere il maggior numero di vantaggi: l’Impero cedette alla Francia l’intera Alsazia e gli stessi principati che si trovavano in quest’area divennero soggetti a protettorato francese, gettando le basi per la fondazione della Lega del Reno nel 1658 che porterà a una crescente erosione del potere imperiale.

Il regno autocratico e le riforme

Alla morte del cardinale Mazzarino, suo primo ministro, nel 1661, Luigi XIV assunse personalmente il controllo delle redini del governo.

La sua ascesa riportò ordine nell’amministrazione dello stato francese, ma allo stesso tempo le casse dello stato si trovavano alla soglia della bancarotta. Luigi XIV eliminò Nicolas Fouquet, sovrintendente alle finanze, commutando l’esilio perenne promosso dal Parlamento in un imprigionamento a vita, abolendo per sempre l’Ufficio della sovrintendenza ai fondi statali da lui

Regno di Francia Borbone di Francia

Regno di Francia
Borbone di Francia

ricoperto. Jean-Baptiste Colbert venne nominato Controllore generale delle Finanze nel 1665. Inoltre egli si premurò di dimostrare che Fouquet aveva sottratto illegalmente del denaro alle casse dello stato per costruire l’opulento castello di Vaux-le-Vicomte, sua residenza ufficiale, il che lo screditò presso l’opinione pubblica.

Colbert a ogni modo ridusse il debito nazionale con una più efficiente tassazione. Le sue tasse principali includevano gabelle, taglie, tasse terriere e doganali. Queste ultime in particolare vennero ampiamente sfruttate da Colbert per promuovere il commercio e l’industria francese, costringendo le imprese nazionali a produrre per lo Stato, scoraggiando le importazioni che aumentavano i costi generali: promosse nello specifico le seterie di Lione, grazie anche alla famosa Manifattura dei Gobelins, che da allora e sino a oggi produce raffinatissima tappezzeria e bellissimi arazzi. Colbert incoraggiò anche l’immigrazione in Francia di artigiani e artisti da tutta Europa come vetrieri da Murano, fabbri dalla Svezia e carpentieri navali dall’Olanda: in questo modo si vide diminuire sempre più la dipendenza della Francia dai beni importati dall’estero, incrementando nel contempo le esportazioni, che fecero aumentare anche l’attivo delle casse dello Stato.

Le Tellier e Louvois ebbero un ruolo importante nelle azioni di governo di Luigi XIV in questo periodo, raccogliendo lo spirito della corte e dell’esercito. Era ormai finito il tempo in cui i generali disobbedivano ai progetti della corte e del governo centrale, dal momento che non erano più sottoposti al governo dei piccoli signorotti, ma combattevano unicamente per il re. Louvois, in particolare, si prodigò personalmente per il rinnovamento dell’esercito, disciplinandolo e dotandolo di nuove armi, contribuendo così all’innalzamento del morale delle truppe, che ebbe effetti positivi sugli scontri che si susseguirono durante la reggenza del trono da parte di Luigi XIV.

Luigi stesso si premurò di introdurre anche alcune riforme legali. Questo si riflette nella pubblicazione della Grande Ordonnance de Procédure Civile del 1667, conosciuta anche col nome di Code Louis, che era un codice di procedura civile valido e uniforme per tutta la Francia, il primo a essere creato. Esso riguardava i campi più svariati come il battesimo, il matrimonio, le sepolture, la compilazione dei registri di Stato (contrapposti ai registri della Chiesa). Il Codice Luigi giocò quindi un ruolo rilevante nella storia legale della Francia e gettò le basi per il futuro Codice Napoleonico che Napoleone Bonaparte promulgò agli inizi dell’Ottocento, a sua volta base essenziale per il costituirsi del diritto moderno; esso inoltre ebbe il grande vantaggio di unificare la legge francese che in precedenza si suddivideva come da tradizione in due parti: al nord vigeva la consuetudine (insieme di leggi non scritte appurate per abitudine), mentre al sud vigeva ancora il diritto romano (ormai considerato antiquato e fortemente frainteso). Inoltre riformò nel 1670, con l’Ordonnance criminelle, il sistema di procedura penale al duplice scopo di unificarlo in tutto il regno e di limitare il potere dei vari Parlamenti, i quali erano principalmente organismi giudiziari che col tempo avevano in qualche modo eroso la sovranità dello stesso re. L’anno seguente, 1671, venne promulgato il Code Du Comerce, detto anche Code De Savary, con la quale il re intendeva disciplinare la materia del diritto commerciale.

Un altro dei documenti legislativi famosi pubblicati da Luigi XIV fu il Grande Ordonnance sur les Colonies del 1685, conosciuto anche col nome di Code Noir, che regolò la schiavitù, eliminò alcuni abusi, garantì la proibizione della separazione delle famiglie di schiavi e limitò fortemente la schiavitù dei bianchi (detta anche servitù a contratto).

Luigi XIV patrono delle arti

Luigi XIV nel 1684.

Luigi XIV nel 1684.

Malgrado la sua attenzione all’economia nazionale, Luigi XIV diede prova di saper spendere ingenti quantità di denaro, supportando gli artisti che lavoravano al suo comando per rendere sempre più potente la monarchia francese anche sotto l’aspetto dell’immagine pubblica. Il cardinale Richelieu, sotto Luigi XIII, aveva fondato nel 1635 l’Académie française che anche Luigi XIV pose sotto il proprio patronato. Creò varie altre accademie che influirono sulla vita intellettuale e artistica, tra le quali l’Accademia reale delle Scienze, l’Accademia reale d’Architettura e l’Accademia reale di Danza, in un secondo momento ampliata in Accademia reale di Musica e Danza (la futura Opéra di Parigi). Fu nel periodo del suo governo che fiorirono scrittori come Molière, Jean Racine, Jean de La Fontaine e Charles Perrault, i cui lavori continuano ad avere grande influenza anche ai nostri giorni. Luigi XIV fu patrono di molti altri artisti come i pittori Charles Le Brun, Pierre Mignard e Hyacinthe Rigaud, gli scultori Antoine Coysevox e Francois Girardon, gli architetti Louis Le Vau e Jules Hardouin-Mansart, l’ebanista André-Charles Boulle e il disegnatore di giardini André Le Nôtre, i cui lavori acquisirono ben presto fama in tutta Europa. In campo musicale promosse artisti come Jean-Baptiste Lully, Marc-Antoine Charpentier, Jacques Champion de Chambonnières e François Couperin, i quali per molto tempo furono d’esempio ad altri musicisti europei.

A Parigi l’azione urbanistica del Re fu di primo piano nonostante il suo abbandono definitivo della capitale per Versailles nel 1682. In effetti, tramite vasti cantieri per l’edificazione di monumenti pubblici simbolici della monarchia assoluta, Luigi XIV intendeva fare della capitale del Regno la più magnifica città d’Europa in rivalità con la Roma dei Papi, Madrid e Londra.

Luigi XIV ordinò la costruzione del complesso militare dell’Hôtel des Invalides, per adibirlo a casa di riposo per militari e ufficiali che avessero servito fedelmente nell’esercito sotto il suo comando e divenuti infermi per ferite di guerra o anzianità. Fu questo luogo a divenire uno dei pionieri della farmacia internazionale. La sua chiesa, con la grande cupola dorata realizzata da Jules Hardouin Mansart, è considerata come il capolavoro del classicismo in campo religioso.

Il Re ampliò inoltre il palazzo del Louvre, così come altre residenze reali intorno a Parigi (in particolare Vincennes, Marly e Meudon). Originariamente aveva proposto come architetto per questo progetto Gian Lorenzo Bernini, il progetto fu poi però considerato eccessivo perché comportava la pressoché totale distruzione dell’edificio esistente. Al suo posto fu realizzata da Claude Perrault, fratello del famoso scrittore, la colonnata del Louvre, considerata il manifesto del classicismo e dell’architettura reale francesi. A Parigi, Luigi XIV fu anche all’origine della costruzione di due piazze reali maggiori, che influenzarono l’urbanistica in tutta Europa, la place Vendôme e la place des Victoires, realizzate da Hardouin-Mansart. Infine, ordinò la costruzione di un vastissimo ospedale per il popolo lungo la Senna, la Salpêtrière. Per sostenere le attività scientifiche, fece edificare l’Osservatorio di Parigi. Fece distruggere le vecchie mura medievali della città e rimpiazzare le porte fortificate da archi trionfali dedicati alla sua gloria, la Porta di Saint Denis e la Porte Saint-Martin.

Luigi XIV.

Luigi XIV.

Alla reggia di Versailles impiegò i più grandi artisti francesi del tempo, principalmente Le Vau (per l’architettura), Le Brun (per l’arredamento e le pitture) e Le Nôtre (per i giardini) per creare la reggia più prestigiosa d’Europa, che diventerà il modello assoluto della residenza reale in tutto il continente durante il Settecento.

Ampliò considerevolmente le collezioni reali in tutti campi, particolarmente per quanto riguarda la pittura, con l’acquisizione della prestigiosa collezione del mercante Everhard Jabach che comprendeva opere di primo piano che costituiscono ancora oggi il cuore delle collezioni del museo del Louvre e dei grandi musei francesi. Le antichità, i disegni di grandi maestri, le medaglie e i bronzi furono anche collezionati con avidità.

Inoltre, il Re incoraggiò le arti e l’industria francesi sostenendo importanti manifatture, tra le quali la manifattura reale dei Gobelins, che realizzava arazzi pregiati in tutta Europa, e la manifattura di Saint-Gobain, specializzata nel vetro, che fornì i famosi specchi della Galleria degli Specchi del Palazzo di Versailles, inventando un metodo per produrre specchi molto più grandi di quanto si sapeva fare sino ad allora.

Nel giugno del 1686, su consiglio della moglie segreta, Françoise d’Aubigné, marchesa di Maintenon, siglò le lettere patenti per la creazione dell’Istituto di Saint-Louis a Saint-Cyr per le “povere figlie della nobiltà” di età compresa tra i sette e i venti anni. L’istituto comprese ben presto circa 250 ragazze che però dovevano dimostrare di avere quattro quarti di nobiltà per parte di padre, il che faceva di questa scuola a ogni modo un istituto elitario.

Al culmine della potenza

Luigi ottenne anche una grande influenza sulla nobiltà francese coinvolgendola nell’orbita del suo palazzo di Versailles. Egli calcolò che spendendo la maggior parte dell’anno tra le feste della sua corte, sotto il suo diretto controllo, essi non si sarebbero curati dei loro affari politici e non avrebbero tramato opposizioni contro la Corona. Solo rimanendo in contatto costante con lui, quindi, i nobili avrebbero potuto ottenere i privilegi necessari per mantenere il loro stile di vita. Luigi XIV dal canto suo intratteneva i visitatori con opere di straordinario lusso, ricchezza e opulenza al fine appunto di addomesticare questa nobiltà, soprattutto dopo l’esperienza delle fronde che avevano animato i primi anni del suo regno.

Luigi XIV nel 1685, anno della revoca dell' Editto di Nantes.

Luigi XIV nel 1685, anno della revoca dell’ Editto di Nantes.

Luigi XIV viene soprattutto ricordato per aver fatto costruire il Palazzo di Versailles, originariamente una palazzina di caccia che venne per suo volere convertita in uno spettacolare palazzo reale che si distinse ben presto come uno dei maggiori monumenti mai costruiti al mondo. Il palazzo attuale è rimasto pressoché lo stesso che vide Luigi XIV a lavori completati, con l’eccezione della cappella che venne ricostruita e ampliata nel Settecento. Egli trasferì ufficialmente tutta quanta la sua corte in questo palazzo dal 6 maggio 1682. Luigi aveva molte ragioni per voler creare un simbolo del proprio potere così unico e stravagante, per spostare significativamente la sede stessa della monarchia dalla pericolosa Parigi verso le campagne del villaggio di Versailles. Anche se è luogo comune ritenere che Luigi XIV odiasse Parigi, si può dire che a ogni modo non mancò di abbellirla con monumenti gloriosi aiutandone lo sviluppo

Versailles era tutto il potere della Francia in quanto non solo il re vi viveva ma qui avevano sede tutti i ministeri e i principali organi di governo che non dipendessero dal parlamento che non a caso era stato lasciato a Parigi, dal momento che con l’autocrazia di Luigi XIV esso aveva solo un valore ipotetico e formale. I nobili qui vivevano di pettegolezzi, giochi, feste, tanto cibo e bevande, oltre ovviamente a quegli immancabili privilegi che Luigi XIV stesso creava per accattivare l’attenzione del pubblico aristocratico e farlo anche entrare in lotta segreta al suo interno. Vi erano privilegi come quello di reggere la candela al re mentre questi si recava nella sua stanza da letto, o ancora quello di sedere a tavola col re o di assistere alla sua vestizione mattutina.

Dal 1685 Luigi raggiunse effettivamente l’apogeo del suo potere. Il Sacro Romano Impero, uno dei principali antagonisti economici e politici della Francia, si trovava impegnato nella guerra contro l’Impero Ottomano nella Grande Guerra turca, che cominciò nel 1683 e si concluse sedici anni più tardi. Luigi XIV comunicò ai turchi che non avrebbe mai combattuto al fianco dell’Imperatore Leopoldo.Questo fatto rassicurò e incoraggio i turchi a non rinnovare la Pace di Vasvár siglata vent’anni prima con l’Austria e a muoversi all’offensiva dell’Impero.Il Gran Visir ottomano prese quindi Vienna ma all’ultimo momento Giovanni III Sobieski, Re di Polonia, guidò le proprie armate alla vittoria al fianco degli imperiali nella famosa Battaglia di Vienna del 1683. Venne così siglata anche la Pace di Ratisbona il 15 agosto 1684, con la quale Luigi XIV acquisì il controllo di molti territori di confine con la Germania per proteggere il proprio stato dalle invasioni esterne. Dopo aver scacciato l’avanzata ottomana a Vienna, l’Imperatore non fu tranquillo dall’avere la spina nel fianco dei turchi così vicini e lasciò che Luigi XIV annettesse tali territori.

La regina Maria Teresa di Spagna, moglie di Luigi XIV, morì nel 1683, il che gli diede occasione di spaziare finalmente con le sue molte amanti.

La morte del re e i problemi della successione

Luigi XIV all'Assedio di Namur del 1692.

Luigi XIV all’Assedio di Namur del 1692.

I problemi legati alla successione e il cattivo stato di salute intristirono gli anni finali del suo regno. Nel 1711 era morto il Gran Delfino; oltretutto, l’anno seguente ci fu un focolaio di vaiolo di cui morirono Luigi, duca di Borgogna (figlio del Gran Delfino) assieme alla moglie Maria Adelaide di Savoia e al loro figlio maggiore, il duca di Bretagna. Rimaneva, unico principe di sangue reale erede legittimo di Luigi XIV, il figlio minore del duca di Borgogna, Luigi, duca d’Angiò, divenuto poi re come Luigi XV.

Degli altri due figli del Gran Delfino, uno, re di Spagna con il nome di Filippo V di Spagna, dovette rinunciare alla successione al trono di Francia in forza della Guerra di successione spagnola, (Trattato di Utrecht del 1713) e l’altro, Carlo, morì anch’egli prima di Luigi XIV. Il re decise allora di estendere il diritto di successione a due dei sette figli avuti dalla Montespan, Luigi Augusto di Borbone, Duca del Maine (1670-1736), e Luigi Alessandro, Conte di Tolosa (1678-1737), anche per impedire che salisse al trono suo nipote Filippo II d’Orléans (che comunque ebbe la reggenza per il piccolo Luigi XV).

Luigi XIV morì di gangrena a una gamba, derivante dalla gotta contratta nell’ultimo periodo della sua vita, pochi giorni prima del suo settantasettesimo compleanno e dopo 72 anni 3 mesi e 18 giorni di regno. Gli successe il pronipote Luigi, Duca d’Angiò con il nome di Luigi XV; poiché aveva solo cinque anni, fu posto sotto la reggenza (fino alla maggiore età nel 1723), del duca Filippo II d’Orléans, nipote e genero del defunto Re Sole.

Pare che, alla notizia della sua morte, la Francia intera esultò e festeggiò, accendendo dei fuochi di gioia; il suo feretro, trasportato a Saint-Denis, fu oltraggiato da sputi e fango che lanciava la folla: il suo regno era stato troppo lungo per poterlo rimpiangere. Il suo corpo fu sepolto nella basilica di Saint-Denis ma il 14 ottobre 1793 durante la rivoluzione, la sua tomba venne profanata e i suoi resti furono distrutti e infine dispersi dai rivoluzionari.

Ascendenza

 

luigi XIV

 

 

 

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